“Monumenti narranti: le scuole di Viterbo unite per adottare e salvare l’ex- chiesa di Santa Caterina a Viterbo”

Il giorno 15 febbraio 2019, nell’Aula Magna del Liceo Scientifico ‘P. Ruffini’ di Viterbo, si è tenuta la presentazione di un progetto, di durata biennale, che nasce nell’ambito del PON “Monumenti narranti: un laboratorio didattico nella ex-chiesa di Santa Caterina a Viterbo”.

Alla presenza del dirigente dell’istituto ‘F. Orioli’, Simonetta Pachella, del dirigente del Liceo Scientifico ‘P. Ruffini’, M. A. Bentivegna, delle docenti Paola Pogliani, Università degli Studi della Tuscia, dipartimento Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, e Vera Anelli del Sistema Museale di Ateneo, le insegnanti di Storia dell’Arte del Liceo Artistico Orioli, Francesca Moretti e Maria Teresa Marsilia, ideatrici e promotrici del progetto, hanno illustrato alla platea le finalità e la struttura dell’intervento educativo.

L’iniziativa rappresenta un ambizioso percorso, organizzato in rete, che vede la partecipazione di realtà istruttive ed istituzionali del territorio. Partner del progetto sono: l’I.I.S.S. ‘F. Orioli’, scuola capofila, responsabile del raggiungimento delle finalità e della gestione delle risorse; il Liceo Scientifico ‘P. Ruffini’; l’I.C. ‘P. Egidi’ e l’I.C. ‘P.Vanni’; l’Università della Tuscia; i Comuni di Viterbo e di Bagnoregio; l’Associazione Pro Loco di Viterbo; il Fai; la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e dell’Etruria Meridionale.

Gli intervenuti hanno costituito un tavolo di lavoro, al quale hanno partecipato anche la prof.ssa Carmela Mangano e Stefania Albertini, rispettivamente vicepreside e DSGA dell’istituto Orioli, ed il prof.re Carlo Venturi del Liceo Ruffini, per regolare e tradurre in atto le complesse evidenze organizzative presentate dai relatori.

Pianificato in attività a scansione modulare, il progetto intende promuovere l’importanza e diffondere il valore storico, artistico e culturale dell’antica chiesa di Santa Caterina, ad oggi Aula Magna del Liceo Scientifico Ruffini, attraverso la realizzazione di un percorso di conoscenza, monitoraggio, rilevamento, cura ed adozione del bene culturale, misconosciuto e scarsamente valorizzato, della città di Viterbo. L’opera rappresenta un esemplare prodotto del gusto e dello stile pittorici di ambito tardo barocco, posto in opera, nel 1712, nel preesistente corpo edilizio cinquecentesco, da Antonio Colli, eccellente quadraturista allievo di Andrea Pozzo. La ‘mirabile illusione’ dell’artista, che affresca la volta della chiesa, restituisce la bellezza del trompe l’oeil centrale, arricchito da elementi decorativi in stucco e finimenti dipinti. Il cambiamento della destinazione d’uso e il cattivo stato di conservazione dell’opera hanno contribuito ad allontanare il complesso dagli specifici itinerari dell’utenza ambientale e turistica. Il Liceo Artistico ‘F. Orioli’ ha, quindi, pensato ad una progettualità che potesse combinare e risolvere le evidenti esigenze educative e di valorizzazione dell’opera, restituendo al bene l’identità originaria e garantendone la fruizione alla collettività. L’aula dell’edificio si trasformerà in un vero e proprio laboratorio didattico, all’interno del quale, gli studenti delle scuole superiori di I e di II grado, potranno acquisire specifiche competenze didattiche e di cittadinanza, maturando, nel contempo, una sensibilità artistica e stilistica.

Gli alunni, suddividi per gruppi di lavoro, seguiti da tutor ed esperti del settore storico artistico e museale, potranno: analizzare la storia e le vicende ideative dell’opera; realizzare indagini diagnostiche e condurre una campagna di rilievo e mappatura digitalizzata dello stato di degrado dei dipinti e delle decorazioni murali; partecipare alla realizzazione di percorsi didattici, interni al complesso, di carattere teorico – conoscitivo e laboratori pratici di analisi delle tecniche di esecuzione ad affresco e delle sculture in stucco della ex chiesa di Santa Caterina; partecipare ad incontri presso l’Università della Tuscia per la disamina degli esisti delle indagini scientifiche e multispettrali; effettuare la riproduzione di dipinti parietali ed esemplari scultorei in stucco; progettare un itinerario di viaggio che possa inserire l’opera nel circuito attivo dei percorsi turistici del territorio; ampliare le competenze in lingua inglese, propedeutiche alla elaborazione di un programma studiato di visite guidate finalizzato all’accoglienza turistica straniera. Saranno proprio gli alunni, infine, a restituire il bene alla comunità cittadina, agli abitanti e ai visitatori della città attraverso aperture straordinarie, organizzate in relazione alla costruzione di una proposta territoriale di turismo culturale, sociale e ambientale sostenibile che preveda il racconto di un percorso di viaggio che da Civita di Bagnoregio conduca a Viterbo e al monumento adottato.

L’istituto ospitante il bene, il Liceo Ruffini, assicurerà l’apertura al pubblico nei periodi di maggiore affluenza turistica, l’istituto Orioli curerà, con il dipartimento di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’università della Tuscia di Viterbo, l’aspetto teorico e pratico e l’approccio didattico dell’intervento. Al Liceo Artistico Orioli riguarderà, inoltre, la restituzione grafica tridimensionale dell’opera per garantire, in questo processo di adozione e valorizzazione del bene, tutti gli elementi propedeutici ad un auspicabile intervento di restauro. Il comune di Viterbo ed il Comune di Bagnoregio, unitamente alla Soprintendenza dei Beni Culturali di pertinenza, mediatori delle relazioni istituzionali, veicoleranno, favorendole, la pubblicizzazione e la promozione dell’evento.

La progettualità in rete rappresenta un sistema di organizzazione didattica che risponde a criteri di modernità ed efficienza pedagogica. Gli attori protagonisti, scuole ed istituzioni del territorio, si fanno interpreti di un percorso impegnativo, ma formativo ed altamente qualificante che consentirà agli alunni di effettuare esperienze educative e di Alternanza Scuola Lavoro che avranno una ricaduta importante nella costruzione della personalità e della cittadinanza attiva e responsabile. Grazie alla lungimirante azione progettuale dirigenziale degli istituti scolastici costituitisi in rete, gli studenti saranno educati al rispetto ed alla tutela del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico.

L’opera racconterà la propria storia attraverso gli alunni che impareranno a custodirne la testimonianza materiale che assume valore di civiltà.

“Legalità  e sicurezza in ambito ferroviario” Gli alunni dell’istituto F. Orioli incontrano esperti del settore

VITERBO – Il giorno 25 gennaio 2018 gli alunni delle classi prime e seconde dell’Istituto F. Orioli di Viterbo hanno assistito al seminario ‘Legalità e sicurezza anche in ambito ferroviario’. L’incontro, tenuto dalla Polizia Ferroviaria di Civitavecchia e Viterbo, ha riguardato i temi della legalità e della sicurezza in ambito postale e ferroviario. Legato al progetto “Train… to be cool”, ideato dal servizio di polizia ferroviaria del dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, l’evento ha perseguito l’obiettivo di sensibilizzare i giovani, quali quotidiani fruitori dei servizi autoferrotranviari, alla cultura della legalità, del rispetto delle norme di comportamento nei luoghi preposti al transito dei convogli ed alla consapevolezza dei rischi presenti nelle stazioni. L’ispettrice capo, Piera Livieri, il comandante sostituto commissario, Giovanni Boccalato, della sottosezione Polizia Ferroviaria di Civitavecchia e il comandante sostituto commissario della Polfer di Viterbo, Marco Buttinelli, hanno presentato agli alunni tutti i rischi derivanti da possibili comportamenti non adeguati all’ambiente ferroviario e, soprattutto, legati alla superficialità ed alla noncuranza delle norme di contesto. L’approccio utilizzato dal comparto Polfer è stato calibrato rispetto all’utenza e idoneamente gestito.

La platea ha, infatti, seguito con interesse gli argomenti trattati, resi maggiormente fruibili poiché veicolati attraverso filmati, slide ed esempi concreti. La visione dei contributi presentati ha offerto la possibilità di introdurre le sezioni di interesse: sicurezza e norme di comportamento; utilizzo dei social network in ambito ferroviario; internet e la casistica degli incidenti. Gli alunni hanno potuto rendersi conto del fatto che molti incidenti in ambito ferroviario interessano l’utenza adolescenziale e che la causa di tali eventi può derivare dalla scarsa attenzione alla segnaletica presente in stazione, dall’uso di auricolari che non consentono la giusta percezione degli annunci del personale, dalla superficialità con la quale si utilizzano i cellulari per scattare foto in prossimità di treni in transito, dall’incosciente attraversamento dei binari. Il fenomeno, inoltre, purtroppo molto diffuso, di registrare filmati che raccontano di presunte ‘prove di coraggio’, portano i ragazzi a sfidare il pericolo e a mettere a rischio la propria vita in giochi di morte sui binari.

Tutti questi aspetti hanno coinvolto gli studenti, i quali hanno potuto guardare con responsabilità e maggiore coscienza civica al carattere di un luogo che frequentano abitualmente, senza rendersi conto della necessità di seguire specifiche indicazioni di comportamento. I ragazzi che percorrono lunghe distanze per recarsi a scuola tutte le mattine, spesso stanchi, di corsa o assonnati devono, comunque, prestare specifica attenzione ai pericoli che i viaggi comportano. Ed è proprio per la tutela e la maturazione di una cittadinanza consapevole che la dirigente dell’istituto, Simonetta Pachella, ha organizzato l’incontro, nella determinata convinzione che gli adolescenti debbano essere guidati e formati alla sicurezza e al senso di responsabilità.

Impreziosito da questionari di feedback e giochi, l’evento ha avuto il carattere di un forum dialogato, dal tono disteso, ma perentorio. Gli alunni sono stati i veri destinatari e protagonisti della manifestazione grazie alla capacità comunicativa degli agenti intervenuti che hanno regalato alla scuola un momento importante di crescita formativa. Un doveroso ringraziamento ai professionisti della Polfer si deve, anche superando quanto detto, per la garanzia della tutela e dell’incolumità di ‘tutti’ gli utenti delle ferrovie italiane. Ed è importante che i giovani comprendano quanto difficile, ogni anno, sia il compito degli operatori, in uno dei contesti a più alto rischio, quello delle stazioni: gestione del traffico ferrotranviario (16.700 km di linea, oltre 1.600.000 viaggiatori, circa 10.000 convogli, compresi i treni merci, oltre 2.700 stazioni); azioni quotidiane di controllo e sorveglianza; prevenzione e repressione dei reati; attività per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il loro operato, infine, è impiegato, con generosità e sensibilità, all’assistenza ai minori, ai senzatetto e a tutti coloro che, in condizioni di svantaggio o minorità, fanno delle stazioni ferroviarie la propria casa.

Prof.ssa I. Anzevino

Il contributo della Fondazione Carivit per l’ampliamento dell’offerta formativa dell’istituto F. Orioli.

L’alternanza scuola lavoro rappresenta un mezzo per veicolare esperienze e competenze in un rapporto di scambievole arricchimento che si stabilisce tra la scuola e le realtà istituzionali e professionali attive sul territorio. L’istituto F. Orioli ha, negli anni, stabilito solide collaborazioni con aziende ed enti del viterbese, sebbene, particolarmente qualificante sia risultata la cooperazione con la Fondazione Carivit. Associazione sempre presente con iniziative rivolte al supporto ed alla specializzazione delle diverse realtà cittadine bisognose di contributo, l’ente ha fatto della beneficenza e del donare un vero esercizio di democrazia. L’attenzione rivolta al mondo dell’educare, ad esempio, ha consentito agli alunni dell’istituto F. Orioli di vivere esperienze altamente formanti, attraverso percorsi progettuali in ambito di alternanza scuola lavoro. In questo anno scolastico sono state poste in essere due collaborazioni: uno stage a Palazzo Brugiotti per gli alunni Michael Fasone (IV AG) e Nicoleta Morresi (VAD), coadiuvati dalla prof.ssa M. T. Marsilia e la partecipazione al concorso per la realizzazione del nuovo totem per il Polo di Valle Faul, vinto dall’alunna Noemi Bernabucci (VBG), guidata nella realizzazione della produzione premiata dal prof.re P. P. Giacobbi.

Il lavoro svolto ha portato alla donazione, da parte della Fondazione, di due I MAC, di ultima generazione, ed un proiettore per arricchire la strumentazione di uno dei laboratori di Grafica della sede del Liceo Artistico.

In qualità di dirigente scolastico dell’istituto F. Orioli, ed a nome dei docenti e degli alunni, ringrazio la Fondazione Carivit per quanto generosamente concesso alla scuola. Il nostro riconoscimento è rivolto, in particolare, al Presidente, Marco Lazzari ed al segretario generale, Marco Crocicchia, che hanno reso possibile il miglioramento qualitativo dei servizi offerti agli alunni dell’istituto.

La donazione effettuata dimostra l’attaccamento alla scuola, intesa come bene pubblico, da parte della Fondazione Carivit e testimonia una sensibilità di intenti rivolta al miglioramento ed al sostegno dell’istituzione educante, recependone i bisogni. Le difficoltà sociali ed economiche che gli istituti scolastici si trovano ad affrontare in questo particolare momento storico, rendono ancora più significativo il voler provvedere e contribuire alla crescita degli alunni di Viterbo.

Il ringraziamento è esteso a tutti coloro che si sono prodigati per il buon esito dell’iniziativa, nello specifico, le prof.sse Carla Mattioni, Carmen Pizzuto e Angela Pizzuto e gli alunni delle classi IV AG, IV BG, V AG e V BG che hanno partecipato al concorso bandito dalla Fondazione Carivit, garantendo, quindi, la dotazione offerta.

L’impegno della scuola sarà legato alla volontà di rispondere a tale generosità con l’implementazione ed il perfezionamento del servizio educativo messo a disposizione dell’utenza.

Simonetta Pachella

Dirigente dell’Istituto di Istruzione Statale Superiore ‘F. Orioli’ di Viterbo.

L’Istituto F. Orioli e la compagnia teatrale di Aldo Bellocchio incantano l’Auditorium di Santa Maria in Gradi.

 

Ad un anno dall’ultimo grande successo e dalla vittoria al Festival del laboratorio Teatrale nelle scuole (1° premio Agiscuola 2018), la compagnia teatrale del liceo Artistico F. Orioli, diretta dal prof. Aldo Bellocchio, ritorna con un nuovo spettacolo: il musical ‘Il dejà vu e una storia senza tempo. E la magia continua…’, ultimo atto della trilogia che ha entusiasmato ed appassionato il pubblico. La storia narrata è incentrata sull’idea del tempo. L’autore racconta di come si possa superare il concetto empirico della percezione cronologica per traslarlo in una specifica riflessione sul tempo che procede oltre i confini del sensibile e raggiunge una dimensione metatemporale. Un filo conduttore, infatti, lega indissolubilmente, luoghi e storie lontani, il già vissuto rivela espressioni senza tempo che raccontano vicende, personaggi ed emozioni che, superando il tangibile, si fanno eterne. Ed è così che il mitico e consolidato gruppo di alunni, stavolta, nella terra della Tuscia, in una magica notte di fine estate, rievoca una storia, quella di Pedro Gonzales, signore di Verona, che edificò il suo sontuoso palazzo sulle rive del lago di Capodimonte e da uomo malvagio si trasformò in una persona mite, mossa al bene grazie all’amore di una dolce ragazza. La vicenda funge da luogo di riflessione sulla natura dei sentimenti umani e sull’identità del rapporto indissolubile che lega l’uomo allo scorrere del tempo, rievocato nelle coreografie, nelle musiche, negli stessi nomi dei protagonisti. Il circuito cronologico sottende ai significati e la narrazione diviene simbolo del percorso della vita, una vita in cui i giovani attori si fermano a riflettere sulla preziosità del tempo concesso e, soprattutto, imparano ad impiegarlo rifiutando l’ipocrisia, gli inganni, i falsi miti e tutto ciò che può bruciarlo o consumarlo. In questo senso, il corale ‘Noi no!’ finale su cui cala il sipario.

Fungono da fondale agli eventi delle scenografie meravigliose! Quest’anno le ambientazioni sceniche hanno superato il possibile, proponendo allestimenti grafici e plastici, frutto di un competente lavoro d’artista. Scenari scolastici, paesaggi e, soprattutto, lo straordinario castello di Pedro Gonzales hanno meravigliato il pubblico. Progettati e disegnati dagli alunni delle classi III, IV e V, dell’indirizzo scenografia, il villaggio ed il castello sono stati lavorati con una sofisticata strumentazione, presso l’azienda Mastro srl Lavorazione Polistirolo. Le strutture sono state, quindi, resinate e dipinte dagli alunni, guidati dai docenti Cinzia Pace e Luigi Zuccarello, coadiuvati dal designer Luca Occhialini. La dovizia di particolari, l’attenzione agli effetti di luce, la maestosità dell’impresa raccontano di una straordinaria dedizione e di una specifica competenza. I nostri cari alunni scenografi hanno anche realizzato i costumi tridimensionali che hanno vestito i protagonisti del castello e gli oggetti di scena. Il lavoro svolto ha sublimato parole e musica, incantando gli spettatori.

Tanti i docenti ed alunni che hanno reso possibile il riproporsi della magia legata al mondo del teatro. Gli studenti del settore Moda, coordinati da Pina Russo ed i ragazzi dell’indirizzo Meccanica, coadiuvati dal prof.re Francesco Proietti, hanno contribuito alla realizzazione dei costumi. I magnifici abiti storici di scena sono stati messi a disposizione dalla pro loco di Bassano in Teverina, grazie all’interessamento della famiglia Fais. Lodevole il contributo dei docenti che hanno curato l’inclusione, nel cast, di piccoli grandi artisti speciali, in particolare Letizia Muzio e Raffaella Aniello, che hanno coordinato ed organizzato la partecipazione entusiasta e divertita dei nostri splendidi alunni. Si ringraziano, altresì, la prof.ssa Serena Panti, per l’ottimizzazione dell’evento, la prof.ssa Alessandra Giacobbi per la cura della grafica, la prof.ssa Anzevino e il giornale scolastico ‘Il Poliedrico’ per l’ufficio stampa, la prof.ssa Francesca Graziano per gli accessori di scena e il prof.re Riccardo Muzzi per la fotografia.

Più di ottanta, tuttavia, i veri protagonisti. L’intera compagnia e la loro guida d’eccezione! Il prof.re Bellocchio e gli alunni interpreti hanno commosso, stupito e affascinato. Con ritmo serrato e consolidata capacità hanno presentato un musical impegnativo e complesso con professionalità ed instancabile entusiasmo.  Tanti i nomi che doverosamente meritano di essere ricordati, sebbene a tutti egualmente si rivolge un infinito riconoscimento: Noemi Murtas per la vice regia, Giorgia Salfa per le coreografie, Ester Ludovisi, Giulia Materazzo, Andreea Paun, Simone Mameli, Stefano Maggini, Aurora Calabrò, Denny Lista e Umassi Gaia per le melodie cantate. Incredibili i protagonisti Michael Fasone e Giorgia Lustrini, ed i coprotagonisti, Sara Hourangir e Denny Lista, esilarante l’interpretazione di Lumière di David Cosimelli, fondamentale il contributo dei fonici Giuseppe Scevola e Mirko Saverino. Graditissimi i ritorni: Lorenzo Vinerba, Cristina Giorgi, Luca Soria e Denise Vicini.

Il dirigente scolastico, Simonetta Pachella, ha assistito allo spettacolo commossa per la bravura dei suoi ragazzi ed ha, con orgoglio, indossato la maglia con il logo dello spettacolo regalatale dalla compagnia. Gesto, generosamente replicato da Daniele Peroni, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio (Ambito Territoriale di Viterbo) e da Giulia Rapino, responsabile del II Settore – Scuola   Secondaria   di I e di II grado, presenti all’evento, che si sono complimentati con il magico mondo rappresentato dalla compagnia dell’istituto Orioli. Quel mondo in cui la coralità diviene protagonista: dirigente, insegnanti, studenti, assistenti, collaboratori scolastici, l’istituto Orioli tutto ha concorso alla realizzazione di quello che si è rivelato un vero spettacolo educativo!

La compagnia del liceo Artistico Orioli vi aspetta il 6 marzo al Teatro Caffeina e il 30 marzo al Teatro dell’Unione di Viterbo.

Immacolata Anzevino

 

La compagnia teatrale del Liceo Artistico Orioli porta in scena il nuovo musical di Aldo Bellocchio

Ci si interroga spesso sull’educare, la scuola dell’oggi è in continua ricerca di strategie, metodi, attività che possano significare un reale percorso di crescita e di formazione per giovani, adolescenti, che varcano quotidianamente i cancelli delle nostre istituzioni e che sperano di trovare in quelle aule, tra i banchi, un significato reale che li trattenga e distolga da un mondo, spesso, distratto. La scuola non può rappresentare solo il luogo dei ‘processi’ e delle ansie, delle interrogazioni e delle ripetute prove alle quali i nostri studenti sono chiamati. Per riuscire a creare un vero e proprio spazio di incontro e benessere, quelle aule devono colorarsi di significato, devono rappresentare lo scenario di un percorso che affascina, che coinvolge e migliora, come studenti, ma soprattutto come persone. Corre, quindi, l’obbligo di animare la didattica, di lasciare che siano motivazione ed entusiasmo a raggiungere gli alunni e non viceversa. E quando tutto questo si crea, quando intenti e dedizione si concentrano in un progetto educativo, i risultati valicano le mura degli edifici e raggiungono esiti ‘davvero’ duraturi e formanti. Questo è quanto accade nel laboratorio teatrale del Liceo Artistico F. Orioli, un esperimento didattico, ormai consolidato nel tempo, fondato sulla volontà del professore regista autore Aldo Bellocchio e di tanti, tanti alunni che ogni anno seguono il suo sogno di trasmettere e infondere l’amore per il teatro, per l’arte. Un impegno che si sostanzia di vitalità, di sacrificio, di studio e di passione che trascinano studenti ed insegnanti in un viaggio verso la qualità. Anche quest’anno, infatti, si rinnova l’appuntamento con l’atteso spettacolo dell’istituto Orioli che, dopo il grande successo della passata stagione, ritorna a regalare un po’ di quella magia che tanto ha affascinato il pubblico. La trilogia continua con lo spettacolo “Il Déjà vu e una storia senza tempo. E la magia continua…”. La vicenda messa in quinta racconterà di un altro viaggio, nel tempo e nel mondo fantastico delle fiabe, di un gruppo di studenti che, dopo il saluto del mitico prof. Vinerba (ormai ‘maturato’ in pensione), affronta un salto indietro nel tempo, in spazi magici che si fondono con i luoghi della Tuscia, in un significativo incastro di sogno e magia. Capodimonte diventa lo scenario del già visto ed è sullo sfondo dei suoi splendidi scenari che prende vita una storia, una vicenda che parla d’amore, di attese, di coraggio e di grande passione. Genialità di penna, fantasia, creatività rendono possibile uno spettacolo che si interroga sullo scorrere del tempo, entusiasmante e coinvolgente. E, come al solito, nulla è demandato: gli alunni sono assolutamente protagonisti! Nell’interpretazione, nella costruzione delle coreografie, nella realizzazione delle magnifiche scenografie, di tipologie e soluzioni diverse (alunni dell’indirizzo Scenografia), negli abiti di scena (alunni dell’indirizzo Moda, produzioni tessili e sartoriali), nella grafica (alunni dell’indirizzo Grafica) e nella pubblicizzazione dell’evento (Redazione de ‘Il Poliedrico. Giornale dell’istituto F. Orioli’). In scena, quindi, ancora una volta, la grande compagine di studenti (circa sessanta!) che porteranno alla ribalta le proprie abilità e le competenze che li vedono protagonisti di uno scenario addirittura internazionale! Il sipario si aprirà, infatti, non solo in Italia, a Viterbo, la ‘magia’ della Compagnia teatrale dell’Orioli è volata in Spagna e, come protagonista della progettazione didattica Erasmus Plus ‘OTP Teatro’, sta effettuando diverse mobilità e scambi culturali, arrivando a rappresentare il proprio spettacolo a Toledo.

Non resta, quindi, che ricordare gli appuntamenti in calendario per consentire al vasto pubblico di assistere alla ‘prima’ che si terrà all’Auditorium di S. Maria in Gradi, il giorno 6 febbraio 2019, ore 10.00, alla quale seguiranno le repliche del 7, ore 9.30 e ore 11.00, e del giorno 8 febbraio, ore 10.00 e ore 20.00. La compagnia si esibirà al Teatro Caffeina di Viterbo il 7 marzo, ore 10.00 e ore 20.00, e concluderà il proprio tour al Teatro dell’Unione di Viterbo.

Professoressa Immacolata Anzevino

III° Edizione – Bando di Concorso “A Silvia”

Diciamo il nostro NO! alla violenza di genere. 

Partecipa anche tu al concorso ‘A Silvia’, per combattere la violenza sulle donne e non dimenticare.

 

Con il patrocinio e il supporto di:

– Università degli Studi della Tuscia

– MIUR-Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio Ambito Territoriale di Viterbo

– UIL Scuola Viterbo

– ONPS-Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza

– Provincia di Viterbo

– Comune di Vasanello

– Comune di Viterbo

– Biblioteca Consorziale di Viterbo

– Fondazione Carivit

– Confartigianato Imprese di Viterbo

 

III° Edizione del Bando di Concorso riservato alle Scuole Secondarie di I e II grado della provincia di Viterbo

“A Silvia”

Premessa

Il Bando di Concorso intitolato a Silvia Tabacchi – la giovane laureata in Lettere di Vasanello, uccisa il 17 marzo 2017 dall’ex fidanzato poi morto suicida – rientra nel progetto “Un pesce in una biglia”, curato dall’Associazione Culturale Donna Olimpia onlus in collaborazione con l’I.I.S.S. Francesco Orioli di Viterbo, che ha lo scopo di coinvolgere i giovani, le famiglie, le istituzioni e le forze dell’ordine con la finalità di divulgare una nuova cultura fondata sul rispetto della donna, unica arma per contrastare il triste e dilagante fenomeno della violenza contro le donne giunta ormai a livelli di emergenza globale. A lei si vuole rendere omaggio attraverso la bellezza racchiusa nelle parole d’amore di poeti, letterati e cantautori, quale punto di partenza per ricostruire il rispetto e per educare al sentimento quelli che saranno gli adulti di domani e per sensibilizzarli, coinvolgendoli attivamente sul tema dell’amore vero, che non contempla alcun tipo di violenza e tende esclusivamente al bene della persona amata.

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Anche quest’anno le categorie in concorso – poesie, racconti e canzoni – si cimenteranno con il tema dell’amore in tutte le sue forme e manifestazioni.

Il contesto e le finalità del Concorso, l’idea che ne è alla base e le motivazioni della sua intitolazione a Silvia sono stati messi a fuoco dal padre, Antonio Tabacchi, quando, a un anno dalla morte di Silvia, in occasione della precedente edizione del bando, ha voluto anche rievocarne teneramente la memoria e farcela conoscere più da vicino. Riportiamo pertanto di seguito parte di quel discorso.

Centocinquanta donne circa uccise ogni anno è una strage infinita. Il punto non è se questo numero è alto o basso, se è sopra o sotto qualche media statistica; il punto è che è inaccettabile per la coscienza civile; inaccettabile perché insensato; inaccettabile perché non si può essere uccisi, il più delle volte, proprio dalla persona che afferma di amarti (…). I 150 femminicidi sono quindi la punta di un male profondo, di un iceberg formatosi grazie all’esistenza, nelle pieghe della società, di cultura e valori distorti, che vanno aggrediti. Ma non è certo un compito facile. Questi fenomeni si contrastano non con azioni isolate, ma con un sistema di azioni, che vanno dalla sfera normativa alla individuazione delle situazioni di pericolo e alla sorveglianza, dall’informazione all’assistenza; dalla comunicazione alla formazione; dalla prevenzione alla sanzione. Centrali restano cultura e valori, perché parliamo di forme di violenza che hanno come retroterra il maschilismo, la mancanza di rispetto della dignità umana, la concezione dell’amore come diritto assoluto di proprietà sulla donna; a meno che non ci liberiamo del problema affermando ogni volta che si è trattato di follia, squilibrio mentale. Qualche volta sarà così; io non credo che sia sempre così. Nell’ambito del Progetto “Un pesce in una biglia” il concorso per le Scuole ha per tema l’amore (…). Stimolare i giovani a riflettere su questo sentimento è una scelta molto intelligente. I giovani hanno solo bisogno di stimoli per stupirci con la loro visione fresca e nuova, nel segno di una rigenerazione che vogliamo. Va anche detto che, se il male è profondo, è altrettanto vero che il mondo è pieno di persone straordinarie: dopo la nostra tragedia tante persone che neanche conosciamo si sono raccolte intorno a noi nel dolore; l’hanno fatto per solidarietà, ma anche perché, credo, hanno voluto dire con forza che questo male insensato non può abitare la natura umana, che l’uomo anela al bene. E tuttavia la storia insegna che l’uomo, spesso anche per effetto di false convinzioni o addirittura in nome di un presunto bene superiore (come è stato ad esempio durante il nazismo o lo stalinismo), può arrivare a capovolgere i valori ed essere anche estremamente disumano. Occorre forte coscienza morale per resistere in quelle situazioni e restare aggrappato alla propria umanità. Sono le situazioni in cui compaiono i Giusti a salvare l’umanità, quelli che si celebrano nella Giornata Europea dei Giusti del 6 marzo, come spiega il bellissimo libro di Gabriele Nissim, “Il bene possibile. Essere giusti nel proprio tempo”.

Il Concorso è intitolato a Silvia. Io ringrazio in particolare Maria Elena Piferi per avere voluto dedicarlo a Lei, mantenendone, così, viva la memoria. Ma voglio anche che sappiate chi era Silvia e perché questa intitolazione è quanto mai appropriata. A me, a sua madre e a suo fratello sembra spesso di vivere in un universo parallelo, in una dimensione irreale, tanto ci sembra impossibile quello che è successo a Silvia. E ci capita altrettanto spesso di sorridere ricordandola, come se Lei stesse ancora qui, perché ci ha dato così tanti momenti di felicità e allegria che è impossibile non continuare a riviverli. Perché Silvia era allegra, era autoironica, era contagiosa; era trasparente, la sua anima era un libro aperto (…), era originale, profonda e creativa; sapeva scoprire analogie e relazioni inedite tra le cose, e scriveva benissimo. Scelse la facoltà di Lettere perché sapeva riconoscere il manifestarsi dell’arte in tutte le sue forme. Così, nelle sue Tesi di Laurea seppe analizzare e spiegare come un racconto di James Joyce può diventare un film di John Huston, o come il teatro di Shakespeare può assumere la forma del racconto, nei “Tales from Shakespeare” di Charles e Mary Lamb.

Lei ha sempre amato i Peanuts, da quando era piccola, e all’esame di maturità classica portò una tesina sui Peanuts, individuando il carattere artistico di quei fumetti, interpretando la prospettiva di quei personaggi fanciulli sulla realtà, ripercorrendo la figura del fanciullo nel mito, nella filosofia e nella letteratura, attraverso William Blake e Nietsche, Leopardi e Pascoli, fino a Charles Schulz, l’autore dei Peanuts. E dei Peanuts Silvia parlò anche due giorni prima della morte: doveva presentare un argomento culturale a scelta in lingua inglese, nell’ambito del Master che stava frequentando a Roma, e scelse di parlare dei Peanuts (…). Quel venerdì terribile di due anni fa, tornato a casa, rimasi a lungo nella sua camera, e sulla sua scrivania c’era un libretto che conteneva una raccolta di strisce dei Peanuts, che evidentemente Silvia aveva consultato per preparare la sua presentazione; si intitolava: “Essere liberi di pensare fuori dagli schemi … ma sentendosi responsabili del mondo”. Cioè esattamente come era Silvia, originale, creativa, e con un senso acuto di responsabilità per tutte le creature e per tutto ciò che accadeva intorno a Lei. Quel libricino sulla sua scrivania mi sembrò un segno del destino, la sintesi perfetta della sua personalità. In un’epoca, aggiungo, in cui la parola “responsabilità” viene il più delle volte utilizzata per indicare non la propria, ma quella che dovrebbero avere gli altri, un’epoca in cui la parola “coscienza” sembra scomparsa dal lessico.

Eppure in quest’epoca, in cui viviamo, tutto è interconnesso. Come si dice, un battito d’ali di farfalla in una parte del mondo può provocare un uragano nel lato opposto. Per questo essere responsabili oggi è, ancor di più, esigenza ineludibile nelle interazioni umane, quelle offline e quelle online mi viene da dire. Perché Internet è sicuramente motore di innovazione, connessione e sviluppo umano, ma può anche essere un luogo in cui la vita è miserevole, quando in esso imperversa la cultura del nemico, quando i social, invece di favorire il dialogo e l’apertura all’altro, diventano il luogo in cui si formano tribù chiuse che rifiutano le opinioni differenti, o in cui si insegna l’odio e il disprezzo e si lanciano campagne di invettive verso un supposto nemico, o campagne di manipolazione sapientemente orchestrate, come rivelano anche notizie di questi giorni. I futurologhi dicevano che Internet aveva gli anticorpi per migliorarsi e migliorare la nostra vita, ma la vita è breve, noi viviamo in questo presente, non nel futuro, e, poi, le cose non cambiano mai da sole, ma unicamente se c’è consapevolezza diffusa, che aiuti a prendere la giusta direzione. Per questo non possiamo rimanere a guardare. E’ necessario impegnarsi anche in Progetti come “Un pesce in una biglia” (…). L’amore (tornando a questo Concorso intitolato a Silvia), l’amore inteso come percorso di conoscenza e arricchimento interiore, di formazione sentimentale e morale, di libertà ed espressione di sé, può essere via d’accesso privilegiata a valori solidi e profondi, perché dovrebbe essere la più grande forma di scoperta dell’altro e di se stessi, e non quel terreno insidioso in cui una donna può anche rischiare la vita.

Quell’amore che Silvia cercava e non ha potuto vivere”.

Antonio Tabacchi

 

Destinatari e modalità di partecipazione

  1. Il concorso è rivolto agli studenti delle III classi delle Scuole Secondarie di I grado e di tutte le classi, dalla I alla V, delle Scuole Secondarie di II grado della provincia di Viterbo che potranno concorrere, con il supporto di uno o più docenti, in forma singola o accorpata. Ogni Istituto potrà partecipare con una o più classi.
  2. Gli studenti saranno invitati ad elaborare poesie e canzoni (in rima o in versi sciolti e liberi) e racconti in prosa (di massimo 10 cartelle editoriali standard) originali e rigorosamente inediti, esprimendo in maniera adeguata concetti sull’amore.
  3. I lavori saranno valutati da una giuria appositamente costituita che ne premierà i vincitori prima del termine dell’anno scolastico. I premi – consistenti in apparecchiature informatiche – saranno assegnati ai primi classificati delle 3 CATEGORIE di elaborati.
  4. Ciascun autore o gruppo autoriale potrà partecipare al concorso presentando una sola opera. I materiali dovranno essere inviati in formato PDF non modificabile all’indirizzo e-mail donna_olimpia@virgilio.it.

Ogni opera candidata dovrà riportare i riferimenti e i contatti dello studente e dell’Istituto scolastico di appartenenza, accompagnata da una dichiarazione in cui l’autore autorizza l’utilizzazione gratuita delle opere per le attività dell’Associazione Culturale Donna Olimpia onlus sul tema del rispetto, dell’educazione sentimentale e dell’amore.

Presentazione, selezione e premiazione dei lavori

Il concorso si apre il 18 gennaio 2019 e il termine dei lavori è il 20 maggio 2019 alle ore 12.00. Entro tale data i lavori dovranno essere inviati per permetterne la selezione e l’organizzazione della loro presentazione e premiazione durante una giornata aperta al pubblico e alla stampa.

Ogni lavoro dovrà essere corredato da una breve descrizione e da una scheda di presentazione sintetica in cui siano riportati i riferimenti dello studente, della classe o del gruppo di lavoro (sezioni, alunni partecipanti) e dei rispettivi docenti coinvolti.

I lavori verranno giudicati da una apposita Commissione di valutazione composta, oltre che dalla Direzione Scientifica e Organizzativa del concorso, da artisti e professionisti del mondo dell’editoria, della poesia, della musica, della letteratura e della comunicazione.

La valutazione sarà effettuata in base ai criteri di originalità, immediatezza, efficacia, coerenza con le finalità dell’iniziativa e propositività del messaggio.

L’Associazione Culturale Donna Olimpia onlus si riserva il diritto di utilizzare e diffondere i contenuti dei lavori premiati per la realizzazione di eventi, iniziative, pubblicazioni e campagne di comunicazione, garantendo la citazione degli autori.

Contatti

Per ogni ulteriore informazione contattare la Segreteria Organizzativa del Bando di Concorso “a Silvia” all’indirizzo e-mail donna_olimpia@virgilio.it .

Incontro con l’autore: Alessandro Maurizi

 

Il giorno 19 novembre 2018, presso l’aula magna del liceo artistico Francesco Orioli di Viterbo, si è tenuta la presentazione del libro ‘Roma e i Figli del Male – La Notte del Commissario Castigliego’, curata dall’autore Alessandro Maurizi, sovrintendente capo della polizia di stato di Viterbo.
Lo scrittore, presidente dell’associazione Mariano Romiti, direttore di ‘Ombre festival’ e vincitore di riconoscimenti letterari in tutta Italia, ha interagito con un pubblico numeroso, attento e curioso, composto da studenti liceali, esponendo loro le crude tematiche toccate dal testo, quali la pedofilia in capo ecclesiastico ed il fenomeno degli esorcismi.
La storia narrata si intreccia con le vicissitudini di vari personaggi, tutti abilmente caratterizzati. Il lettore si lascia guidare nei meandri delle vicende, appassionandosi e spaventandosi al cospetto del superamento dei limiti di comportamento umano e davanti al incedere del male. Il testo ci pone di fronte alle più cupe rappresentazioni dell’animo umano, ma riesce allo stesso tempo a proiettarci verso la ricerca del bene.
La peculiarità delle tematiche ha, sicuramente, messo a dura prova l’estro ideativo dell’autore che ha dovuto scindere due realtà inevitabilmente congiunte: la penna e la professione. Maurizi ha riflettuto, coinvolgendo in pieno l’interesse dei ragazzi, sulla sua ardua scelta di puntare un ipotetico riflettore su una scena ambientata all’interno del Vaticano e sul suo coraggio di osare, andando a toccare l’epicentro della dimensione cattolica, pur mantenendo nelle sue parole il rispetto nei confronti del clero e dei criteri d’indagine.Gli avvenimenti narrati nel romanzo hanno, infatti, al loro interno, fondamenti di verità e sono ispirati ad episodi conosciuti dall’autore attraverso la propria esperienza in campo lavorativo.
Lo scrittore ammette di aver provato sensazioni di angoscia, di aver sentito vicino a sé il dolore provato dai protagonisti descritti. Ci spiega, tuttavia, la volontà di trattare le violenze evitando di immergersi totalmente nei dettagli, ovvero, senza descrivere con meticolosità gli atti avvenuti, limitandosi a trasmettere una forte atmosfera di suggestione e collegando questa modalità di procedura alla pratica investigativa che si prefigge lo scopo di riuscire ad interrompere il reato prima che esso si consumi.
L’autore si è impegnato a promuovere il libro in nome della polizia, ricevendo, inoltre, una recensione positiva dal Giornale Cattolico, ed è ancora oggi impegnato nelle numerose presentazioni del testo, illustrato alle platee anche grazie al videoclip realizzato dalle classi 3BG e 4AG del Liceo Artistico Francesco Orioli.
Il romanzo, dalla prosa avvincente, ha conquistato l’interesse ed il tempo dei giovani lettori della scuola che hanno con ‘voracità’ consumato le pagine del libro. Qualcuno anche per la prima volta: ‘Prof, ho il libro da un giorno e sono arrivato all’ottavo capitolo! Non ci posso credere, è davvero bello leggere? (T. E., classe seconda, da quattro anni in Italia. Non aveva mai letto un romanzo…).

Antonella Servi e Stefania Boccio