Scenografi costumisti al servizio dell’arte teatrale

 

In occasione della rappresentazione dell’opera teatrale Il déjà vu e una storia senza tempo. E la magia continua…”, il regista e professore Aldo Bellocchio ha usufruito della collaborazione degli alunni dell’indirizzo Scenografia per la realizzazione dei costumi tridimensionali di scena. Il team di scenografi si è, infatti, adoperato per l’ideazione di bozzetti a matita e cartamodelli, poi realizzati con impegno e professionalità.

La produzione dei costumi oggetto di scena è stata organizzata attraverso la suddivisione di incarichi per gruppi di lavoro, gestiti dall’attenta supervisione e la collaborazione dei docenti di indirizzo, ovvero, la prof.ssa Cinzia Pace e il prof.re Luigi Zuccarello. Diversi materiali sono stati utilizzati per l’esecuzione di vere e proprie creazioni scenografiche, indossate dai ragazzi della compagnia teatrale. Il lavoro ha comportato un impegno notevole e tanti sono stati i pomeriggi in cui, trattenendosi a scuola, i ragazzi hanno realizzato i particolari ed i dettagli dell’insieme.

Tra gli artisti-alunni impegnati troviamo la studentessa del quinto anno di Scenografia, Greta Mencarelli, che ha affrontato con entusiasmo e proponimento l’incarico. Nei suoi schizzi si possono riconoscere: Mrs. Bric (la teiera), La Bestia, Lumière, ed infine Don Chisciotte con l’ armatura, la lancia e il cappello.

Improvvisatesi sarte per dar vita ai personaggi, armate di ago e filo, metro e forbici e di vari tipi di stoffa, le alunne Silvia Bellesi, Greta Mencarelli e Giorgia Russo hanno creato, ad esempio, i guanti pelosi con l’inserto di gomma piuma e di unghie acuminate per il costume della Bestia. I manicotti in pelliccia, insieme agli scaldamuscoli per le gambe, sono stati collegati a calzature, cucite a mano e su misura per l’attore. Gli artigli, invece, sono stati realizzati in polistirolo, fil di ferro e carta pesta. Un maestoso copricapo, in cartapesta e rivestito di pelliccia, arricchisce il ‘mostruoso’ costume della Bestia.

Tra gli oggetti, l’orologio è stato realizzato dalle alunne Iman Zara Favretto e Asia Eutizi (della classe quinta Scenografia) in seguito ad un attento studio per la creazione del cartamodello. Ci si è poi occupati della struttura in ferro e del rivestimento cucito, realizzato con stoffa marrone, gialla e nera.

Impiegando la gomma piuma e creando una sottostante struttura in fil di ferro, e cerchi di diverse dimensioni, è stata modellata la forma della teiera. Completata la struttura, l’insieme è stato decorato di rose blu ed elementi floreali.

Simile procedimento è stato impiegato per il costume di Chicco, ovvero la discola tazzina, alla quale è stata aggiunta ed inserita una struttura in cartapesta.

Lumière, forse una delle più spettacolari e riuscite realizzazioni di questo lavoro, si deve alla pazienza e alla bravura di Mayka Gallucci, Lucilla Mariotti e Elena Bicocchi, (anch’esse alunne del quinto anno di Scenografia) che, in orario extrascolastico, si sono impegnate per portare a compimento una splendida maschera con copricapo dalla forma di una candela, elemento che ritroviamo anche negli accessori delle mani. Le stesse ragazze si sono occupate della creazione dell’abito dell’attaccapanni, realizzato in cartone pressato, sagomato partitamente e assemblato con inserti in cartapesta dipinta. I complementi del candelabro formati da due tubi di cartone pressato, silicone e cartone, sono stati realizzati dai ragazzi del terzo anno di Scenografia, Francesco Mancini, Giorgia Maggi e Serena Palmucci.

Nelle settimane precedenti allo spettacolo, hanno preso vita tutti gli altri costumi, come l’armadio, ricavato riciclando scatole di cartone, oppure Piumina (lo spolverino) la cui gonna è nata dall’assemblaggio di un’innumerevole quantità di piume ritagliate in stoffa.

Lo specchio è stato realizzato con macchine di lavoro messe a disposizione dall’azienda Lavorazione Mastro srl Polistirolo e con l’aiuto, per la parte progettuale, del designer Luca Occhialini. L’alunna Antonella Servi ha effettuato una ricerca per immagini, in base alla quale l’elemento è stato fresato su polistirolo, resinato e patinato.

I due abiti della protagonista Alan e l’armatura di Don Chisciotte sono stati realizzati dagli alunni dell’indirizzo Moda-Produzioni tessili e sartoriali e dell’indirizzo Meccanica, della sede centrale.

E’ stata una emozione grandissima vedere il nostro lavoro prendere vita sul palco. Il faticoso impegno è stato premiato dal risultato d’insieme e dai tanti e calorosi applausi del pubblico.

Greta Mencarelli

 

 

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