Incontro con l’autore: Alessandro Maurizi

 

Il giorno 19 novembre 2018, presso l’aula magna del liceo artistico Francesco Orioli di Viterbo, si è tenuta la presentazione del libro ‘Roma e i Figli del Male – La Notte del Commissario Castigliego’, curata dall’autore Alessandro Maurizi, sovrintendente capo della polizia di stato di Viterbo.
Lo scrittore, presidente dell’associazione Mariano Romiti, direttore di ‘Ombre festival’ e vincitore di riconoscimenti letterari in tutta Italia, ha interagito con un pubblico numeroso, attento e curioso, composto da studenti liceali, esponendo loro le crude tematiche toccate dal testo, quali la pedofilia in capo ecclesiastico ed il fenomeno degli esorcismi.
La storia narrata si intreccia con le vicissitudini di vari personaggi, tutti abilmente caratterizzati. Il lettore si lascia guidare nei meandri delle vicende, appassionandosi e spaventandosi al cospetto del superamento dei limiti di comportamento umano e davanti al incedere del male. Il testo ci pone di fronte alle più cupe rappresentazioni dell’animo umano, ma riesce allo stesso tempo a proiettarci verso la ricerca del bene.
La peculiarità delle tematiche ha, sicuramente, messo a dura prova l’estro ideativo dell’autore che ha dovuto scindere due realtà inevitabilmente congiunte: la penna e la professione. Maurizi ha riflettuto, coinvolgendo in pieno l’interesse dei ragazzi, sulla sua ardua scelta di puntare un ipotetico riflettore su una scena ambientata all’interno del Vaticano e sul suo coraggio di osare, andando a toccare l’epicentro della dimensione cattolica, pur mantenendo nelle sue parole il rispetto nei confronti del clero e dei criteri d’indagine.Gli avvenimenti narrati nel romanzo hanno, infatti, al loro interno, fondamenti di verità e sono ispirati ad episodi conosciuti dall’autore attraverso la propria esperienza in campo lavorativo.
Lo scrittore ammette di aver provato sensazioni di angoscia, di aver sentito vicino a sé il dolore provato dai protagonisti descritti. Ci spiega, tuttavia, la volontà di trattare le violenze evitando di immergersi totalmente nei dettagli, ovvero, senza descrivere con meticolosità gli atti avvenuti, limitandosi a trasmettere una forte atmosfera di suggestione e collegando questa modalità di procedura alla pratica investigativa che si prefigge lo scopo di riuscire ad interrompere il reato prima che esso si consumi.
L’autore si è impegnato a promuovere il libro in nome della polizia, ricevendo, inoltre, una recensione positiva dal Giornale Cattolico, ed è ancora oggi impegnato nelle numerose presentazioni del testo, illustrato alle platee anche grazie al videoclip realizzato dalle classi 3BG e 4AG del Liceo Artistico Francesco Orioli.
Il romanzo, dalla prosa avvincente, ha conquistato l’interesse ed il tempo dei giovani lettori della scuola che hanno con ‘voracità’ consumato le pagine del libro. Qualcuno anche per la prima volta: ‘Prof, ho il libro da un giorno e sono arrivato all’ottavo capitolo! Non ci posso credere, è davvero bello leggere? (T. E., classe seconda, da quattro anni in Italia. Non aveva mai letto un romanzo…).

Antonella Servi e Stefania Boccio

 

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