III° Edizione – Bando di Concorso “A Silvia”

Diciamo il nostro NO! alla violenza di genere. 

Partecipa anche tu al concorso ‘A Silvia’, per combattere la violenza sulle donne e non dimenticare.

 

Con il patrocinio e il supporto di:

– Università degli Studi della Tuscia

– MIUR-Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio Ambito Territoriale di Viterbo

– UIL Scuola Viterbo

– ONPS-Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza

– Provincia di Viterbo

– Comune di Vasanello

– Comune di Viterbo

– Biblioteca Consorziale di Viterbo

– Fondazione Carivit

– Confartigianato Imprese di Viterbo

 

III° Edizione del Bando di Concorso riservato alle Scuole Secondarie di I e II grado della provincia di Viterbo

“A Silvia”

Premessa

Il Bando di Concorso intitolato a Silvia Tabacchi – la giovane laureata in Lettere di Vasanello, uccisa il 17 marzo 2017 dall’ex fidanzato poi morto suicida – rientra nel progetto “Un pesce in una biglia”, curato dall’Associazione Culturale Donna Olimpia onlus in collaborazione con l’I.I.S.S. Francesco Orioli di Viterbo, che ha lo scopo di coinvolgere i giovani, le famiglie, le istituzioni e le forze dell’ordine con la finalità di divulgare una nuova cultura fondata sul rispetto della donna, unica arma per contrastare il triste e dilagante fenomeno della violenza contro le donne giunta ormai a livelli di emergenza globale. A lei si vuole rendere omaggio attraverso la bellezza racchiusa nelle parole d’amore di poeti, letterati e cantautori, quale punto di partenza per ricostruire il rispetto e per educare al sentimento quelli che saranno gli adulti di domani e per sensibilizzarli, coinvolgendoli attivamente sul tema dell’amore vero, che non contempla alcun tipo di violenza e tende esclusivamente al bene della persona amata.

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Anche quest’anno le categorie in concorso – poesie, racconti e canzoni – si cimenteranno con il tema dell’amore in tutte le sue forme e manifestazioni.

Il contesto e le finalità del Concorso, l’idea che ne è alla base e le motivazioni della sua intitolazione a Silvia sono stati messi a fuoco dal padre, Antonio Tabacchi, quando, a un anno dalla morte di Silvia, in occasione della precedente edizione del bando, ha voluto anche rievocarne teneramente la memoria e farcela conoscere più da vicino. Riportiamo pertanto di seguito parte di quel discorso.

Centocinquanta donne circa uccise ogni anno è una strage infinita. Il punto non è se questo numero è alto o basso, se è sopra o sotto qualche media statistica; il punto è che è inaccettabile per la coscienza civile; inaccettabile perché insensato; inaccettabile perché non si può essere uccisi, il più delle volte, proprio dalla persona che afferma di amarti (…). I 150 femminicidi sono quindi la punta di un male profondo, di un iceberg formatosi grazie all’esistenza, nelle pieghe della società, di cultura e valori distorti, che vanno aggrediti. Ma non è certo un compito facile. Questi fenomeni si contrastano non con azioni isolate, ma con un sistema di azioni, che vanno dalla sfera normativa alla individuazione delle situazioni di pericolo e alla sorveglianza, dall’informazione all’assistenza; dalla comunicazione alla formazione; dalla prevenzione alla sanzione. Centrali restano cultura e valori, perché parliamo di forme di violenza che hanno come retroterra il maschilismo, la mancanza di rispetto della dignità umana, la concezione dell’amore come diritto assoluto di proprietà sulla donna; a meno che non ci liberiamo del problema affermando ogni volta che si è trattato di follia, squilibrio mentale. Qualche volta sarà così; io non credo che sia sempre così. Nell’ambito del Progetto “Un pesce in una biglia” il concorso per le Scuole ha per tema l’amore (…). Stimolare i giovani a riflettere su questo sentimento è una scelta molto intelligente. I giovani hanno solo bisogno di stimoli per stupirci con la loro visione fresca e nuova, nel segno di una rigenerazione che vogliamo. Va anche detto che, se il male è profondo, è altrettanto vero che il mondo è pieno di persone straordinarie: dopo la nostra tragedia tante persone che neanche conosciamo si sono raccolte intorno a noi nel dolore; l’hanno fatto per solidarietà, ma anche perché, credo, hanno voluto dire con forza che questo male insensato non può abitare la natura umana, che l’uomo anela al bene. E tuttavia la storia insegna che l’uomo, spesso anche per effetto di false convinzioni o addirittura in nome di un presunto bene superiore (come è stato ad esempio durante il nazismo o lo stalinismo), può arrivare a capovolgere i valori ed essere anche estremamente disumano. Occorre forte coscienza morale per resistere in quelle situazioni e restare aggrappato alla propria umanità. Sono le situazioni in cui compaiono i Giusti a salvare l’umanità, quelli che si celebrano nella Giornata Europea dei Giusti del 6 marzo, come spiega il bellissimo libro di Gabriele Nissim, “Il bene possibile. Essere giusti nel proprio tempo”.

Il Concorso è intitolato a Silvia. Io ringrazio in particolare Maria Elena Piferi per avere voluto dedicarlo a Lei, mantenendone, così, viva la memoria. Ma voglio anche che sappiate chi era Silvia e perché questa intitolazione è quanto mai appropriata. A me, a sua madre e a suo fratello sembra spesso di vivere in un universo parallelo, in una dimensione irreale, tanto ci sembra impossibile quello che è successo a Silvia. E ci capita altrettanto spesso di sorridere ricordandola, come se Lei stesse ancora qui, perché ci ha dato così tanti momenti di felicità e allegria che è impossibile non continuare a riviverli. Perché Silvia era allegra, era autoironica, era contagiosa; era trasparente, la sua anima era un libro aperto (…), era originale, profonda e creativa; sapeva scoprire analogie e relazioni inedite tra le cose, e scriveva benissimo. Scelse la facoltà di Lettere perché sapeva riconoscere il manifestarsi dell’arte in tutte le sue forme. Così, nelle sue Tesi di Laurea seppe analizzare e spiegare come un racconto di James Joyce può diventare un film di John Huston, o come il teatro di Shakespeare può assumere la forma del racconto, nei “Tales from Shakespeare” di Charles e Mary Lamb.

Lei ha sempre amato i Peanuts, da quando era piccola, e all’esame di maturità classica portò una tesina sui Peanuts, individuando il carattere artistico di quei fumetti, interpretando la prospettiva di quei personaggi fanciulli sulla realtà, ripercorrendo la figura del fanciullo nel mito, nella filosofia e nella letteratura, attraverso William Blake e Nietsche, Leopardi e Pascoli, fino a Charles Schulz, l’autore dei Peanuts. E dei Peanuts Silvia parlò anche due giorni prima della morte: doveva presentare un argomento culturale a scelta in lingua inglese, nell’ambito del Master che stava frequentando a Roma, e scelse di parlare dei Peanuts (…). Quel venerdì terribile di due anni fa, tornato a casa, rimasi a lungo nella sua camera, e sulla sua scrivania c’era un libretto che conteneva una raccolta di strisce dei Peanuts, che evidentemente Silvia aveva consultato per preparare la sua presentazione; si intitolava: “Essere liberi di pensare fuori dagli schemi … ma sentendosi responsabili del mondo”. Cioè esattamente come era Silvia, originale, creativa, e con un senso acuto di responsabilità per tutte le creature e per tutto ciò che accadeva intorno a Lei. Quel libricino sulla sua scrivania mi sembrò un segno del destino, la sintesi perfetta della sua personalità. In un’epoca, aggiungo, in cui la parola “responsabilità” viene il più delle volte utilizzata per indicare non la propria, ma quella che dovrebbero avere gli altri, un’epoca in cui la parola “coscienza” sembra scomparsa dal lessico.

Eppure in quest’epoca, in cui viviamo, tutto è interconnesso. Come si dice, un battito d’ali di farfalla in una parte del mondo può provocare un uragano nel lato opposto. Per questo essere responsabili oggi è, ancor di più, esigenza ineludibile nelle interazioni umane, quelle offline e quelle online mi viene da dire. Perché Internet è sicuramente motore di innovazione, connessione e sviluppo umano, ma può anche essere un luogo in cui la vita è miserevole, quando in esso imperversa la cultura del nemico, quando i social, invece di favorire il dialogo e l’apertura all’altro, diventano il luogo in cui si formano tribù chiuse che rifiutano le opinioni differenti, o in cui si insegna l’odio e il disprezzo e si lanciano campagne di invettive verso un supposto nemico, o campagne di manipolazione sapientemente orchestrate, come rivelano anche notizie di questi giorni. I futurologhi dicevano che Internet aveva gli anticorpi per migliorarsi e migliorare la nostra vita, ma la vita è breve, noi viviamo in questo presente, non nel futuro, e, poi, le cose non cambiano mai da sole, ma unicamente se c’è consapevolezza diffusa, che aiuti a prendere la giusta direzione. Per questo non possiamo rimanere a guardare. E’ necessario impegnarsi anche in Progetti come “Un pesce in una biglia” (…). L’amore (tornando a questo Concorso intitolato a Silvia), l’amore inteso come percorso di conoscenza e arricchimento interiore, di formazione sentimentale e morale, di libertà ed espressione di sé, può essere via d’accesso privilegiata a valori solidi e profondi, perché dovrebbe essere la più grande forma di scoperta dell’altro e di se stessi, e non quel terreno insidioso in cui una donna può anche rischiare la vita.

Quell’amore che Silvia cercava e non ha potuto vivere”.

Antonio Tabacchi

 

Destinatari e modalità di partecipazione

  1. Il concorso è rivolto agli studenti delle III classi delle Scuole Secondarie di I grado e di tutte le classi, dalla I alla V, delle Scuole Secondarie di II grado della provincia di Viterbo che potranno concorrere, con il supporto di uno o più docenti, in forma singola o accorpata. Ogni Istituto potrà partecipare con una o più classi.
  2. Gli studenti saranno invitati ad elaborare poesie e canzoni (in rima o in versi sciolti e liberi) e racconti in prosa (di massimo 10 cartelle editoriali standard) originali e rigorosamente inediti, esprimendo in maniera adeguata concetti sull’amore.
  3. I lavori saranno valutati da una giuria appositamente costituita che ne premierà i vincitori prima del termine dell’anno scolastico. I premi – consistenti in apparecchiature informatiche – saranno assegnati ai primi classificati delle 3 CATEGORIE di elaborati.
  4. Ciascun autore o gruppo autoriale potrà partecipare al concorso presentando una sola opera. I materiali dovranno essere inviati in formato PDF non modificabile all’indirizzo e-mail donna_olimpia@virgilio.it.

Ogni opera candidata dovrà riportare i riferimenti e i contatti dello studente e dell’Istituto scolastico di appartenenza, accompagnata da una dichiarazione in cui l’autore autorizza l’utilizzazione gratuita delle opere per le attività dell’Associazione Culturale Donna Olimpia onlus sul tema del rispetto, dell’educazione sentimentale e dell’amore.

Presentazione, selezione e premiazione dei lavori

Il concorso si apre il 18 gennaio 2019 e il termine dei lavori è il 20 maggio 2019 alle ore 12.00. Entro tale data i lavori dovranno essere inviati per permetterne la selezione e l’organizzazione della loro presentazione e premiazione durante una giornata aperta al pubblico e alla stampa.

Ogni lavoro dovrà essere corredato da una breve descrizione e da una scheda di presentazione sintetica in cui siano riportati i riferimenti dello studente, della classe o del gruppo di lavoro (sezioni, alunni partecipanti) e dei rispettivi docenti coinvolti.

I lavori verranno giudicati da una apposita Commissione di valutazione composta, oltre che dalla Direzione Scientifica e Organizzativa del concorso, da artisti e professionisti del mondo dell’editoria, della poesia, della musica, della letteratura e della comunicazione.

La valutazione sarà effettuata in base ai criteri di originalità, immediatezza, efficacia, coerenza con le finalità dell’iniziativa e propositività del messaggio.

L’Associazione Culturale Donna Olimpia onlus si riserva il diritto di utilizzare e diffondere i contenuti dei lavori premiati per la realizzazione di eventi, iniziative, pubblicazioni e campagne di comunicazione, garantendo la citazione degli autori.

Contatti

Per ogni ulteriore informazione contattare la Segreteria Organizzativa del Bando di Concorso “a Silvia” all’indirizzo e-mail donna_olimpia@virgilio.it .

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