La magia del teatro: dietro le quinte

 

Prima di intraprendere la strada verso questo timido mondo, nel pensare ad un’ipotetica rappresentazione teatrale, ero solita collocare la mia immaginazione in un preciso punto di vista delimitato dalla distesa di poltroncine rosse distribuite simmetricamente innanzi al palcoscenico. Nell’assistere ad un’opera, amavo concentrare interesse e curiosità principalmente su narrazione, gesti e battute, distogliendo raramente lo sguardo dalle espressioni e dai movimenti degli interpreti. 

Tutto il resto era parte della cornice del prodotto artistico e non occupava un ruolo fondamentale ai miei occhi di allora, che, non essendo ancora venuti a contatto con quella realtà, si ostinavano a classificarlo come un supplemento, come un facoltativo tocco in più. 

Oggi, nel guardare uno spettacolo teatrale, mi scopro concentrata su ben più numerose particolarità. Mi ritrovo intenta a scorgere ogni singolo spostamento nel cambio di scena, ogni più sottile contrasto di luce, ogni rapido meccanismo adottato con la finalità di rendere più scorrevole ogni movimento. Lascio che anche il più piccolo oggetto di scena mi racconti la sua storia, gioco ad indovinare i materiali dai quali è composto, le ore di lavoro che sono state necessarie a portarlo a termine. Lascio che ogni tinta e gradazione di colore sul fondale mi riveli uno stato d’animo, ritrovo fatica e passione degli scenografi riassunte in ogni pennellata stesa, in ogni sfumatura, in ogni contorno. 

Nell’esatto momento in cui un qualsiasi spettatore comincia ad osservare l’opera, una realtà parallela si materializza ad appena una dozzina di metri di distanza dai posti a sedere, separata dal resto unicamente tramite un sottile velo nero. Ed è una magia, la medesima che ho potuto provare dietro le quinte del nostro teatro scolastico, la stessa che è stata capace di modellare rapporti, incontri, collaborazioni, emozioni. Il titolo stesso, ‘Noi e la Magia del Teatro’, sottolineava questo aspetto, ribadiva la rilevanza dell’incanto ricavato da ogni giorno di prove, da ogni pomeriggio impegnato, alleviato unicamente dall’armonia e dalla passione con cui siamo riusciti a portare a compimento questo magnifico progetto ideato dal prof.re Aldo Bellocchio.

La soddisfazione nel veder nascere e crescere pian piano i nostri fondali, la gratificazione nel vedere sviluppato, in dimensioni reali, ogni nostro bozzetto, l’euforia nel ritrovarsi di fronte a quell’immenso palco colmato dal frutto del nostro lavoro, è un’emozione difficile da riportare su carta. Ma la si poteva facilmente leggere negli occhi di ognuno di noi, nell’affetto e nella passione impiegati, nell’orgoglio con cui abbiamo fatto valere il nostro indirizzo di Scenografia. O lo si può più semplicemente riscontrare nell’atmosfera di tensione caratteristica del ‘dietro le quinte’, che, grazie al medesimo sentimento presente in ciascuno di noi, è stata capace di trasformarsi, come per incanto, in spirito di collaborazione, di cooperazione e di sintonia. 

Antonella Luna Servi

Foto Riccardo Muzzi e Marina Gori

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