#genioanchio

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“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido” (A. Einstein).

Il mondo della scuola rappresenta un complesso sistema di relazioni basate sulla comunicazione. Tutte le attività educative e didattiche vivono e si muovono in base a tale presupposto. Eppure, spesso, la capacità di trasmettere non attraversa i giusti canali perché non tutti hanno la medesima possibilità di recepire messaggi. Gli insegnanti distratti non si preoccupano di chi rimane indietro, di chi fatica a seguire o di coloro che hanno, semplicemente, bisogno di più tempo o di un percorso diverso per giungere allo stesso risultato di altri. Le difficoltà degli alunni non sono sempre e solo visibili, la disabilità non si manifesta esclusivamente in quello che si riconosce nell’immediato. In modo sempre più frequente, all’interno delle nostre classi, ci troviamo a fronteggiare ostacoli che derivano da ragioni non dette, non espresse, ma che costituiscono insindacabilmente delle necessità. Noi docenti abbiamo, tuttavia, il dovere di interessarci a tali bisogni e, pur non essendo degli specialisti, dobbiamo riconoscerne le esigenze. Una scuola ideale dovrebbe essere formata da professori dotati di diverse e ricche competenze, messe al servizio degli alunni attraverso un lavoro di collaborazione e condivisione, per riuscire a spendere tutte le risorse possibili nel compito dell’educare. In questo senso otterrebbero successo tutte le opportunità formative individuate.

La progettualità e la laboratorialità costituiscono degli strumenti ottimali che offrono possibilità e mezzi per raggiungere traguardi in una scuola, quella dell’oggi, che presenta grandi diversità rispetto al passato. La riforma della ‘buona scuola’  ha ampliato le prospettive, in ambito pratico teorico, degli insegnanti, ponendo l’alunno al centro del percorso di apprendimento. In questo senso, non ritroviamo più il maestro che spiega e racconta del suo sapere in lezioni, prevalentemente, frontali. Al contrario, il vero protagonista della scuola del futuro risulta il discente, il quale viene guidato in un percorso che diviene scoperta, analisi e consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti. Tale processo consente all’alunno di individuare un personale stile di apprendimento e di esercitarlo, essendo costantemente condotto verso la metacognizione. È fondamentale, dunque, superare vecchi schemi e desuete programmazioni e realizzare, per contro, progettazioni che stimolino gli alunni, ma che, soprattutto, consentano anche a quelli in difficoltà, di trovare un proprio spazio e di seguire un indirizzo adeguato alle capacità cognitive di ognuno. L’individualizzazione e la personalizzazione dei percorsi scolastici, insieme alla progettazione per competenze e all’apprendimento attivo, costituiscono le nuove sfide educative.

Occorre, quindi, che gli insegnanti conoscano e sperimentino le strategie e i metodi più adatti affinché gli intendimenti educativi analizzati possano divenire realtà. E non solo la struttura e l’abitudine alla progettualità devono funzionare in un indirizzo teorico, è necessario anche che il percorso di crescita di un alunno venga organizzato in un contesto caratterizzato da un ambiente accogliente e stimolante. L’educatore contribuisce fortemente alla realizzazione di tale presupposto che diventa esigenza, soprattutto, per alunni che vivono con difficoltà il mondo dell’istruzione.

È per tali ragioni che nasce una progettazione didattica extracurriculare, ‘Aiuto allo studio. #genioanchioDES’, capace di fornire un adeguato apporto agli alunni con difficoltà di apprendimento. Ideato e coordinato dal Prof.re Mauro Spezzi, pregevole risorsa dell’istituto e docente esperto nel settore, il programma sostiene lo studente favorendo autonomia nello studio individuale, senso di efficacia ed organizzazione nella pianificazione degli apprendimenti. Il progetto ha previsto l’impegno di sei docenti, le Professoresse S. Panti, E. Berni, I. Anzevino, N. Aramini, V. Castellani, E. Maio che hanno dedicato il proprio impegno in un corso pomeridiano che ha accolto quattro gruppi di studenti con difficoltà di apprendimento. Gli alunni sono stati guidati nella pianificazione, nella gestione del tempo, nell’individualizzazione e personalizzazione del percorso di studio, nell’autovalutazione e nella verifica del lavoro svolto.  L’istituto Orioli è la prima scuola della provincia ad organizzare un piano organizzativo di aiuto allo studio, nella speranza di contribuire al successo formativo dei propri alunni, anche di quelli che hanno solo bisogno di essere adeguatamente indirizzati.

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