L’arte racconta e interpreta la giustizia.

Venerdì 25 maggio, presso il Palazzo dei Priori di Piazza del Plebiscito, si è tenuta l’inaugurazione delle opere realizzate per il Tribunale di Viterbo dagli studenti delle classi seconde, terze e quarte del Liceo Artistico Francesco Orioli, coordinati dai docenti Cinzia Pace e Luigi Zuccarello.
L’esposizione delle tele è avvenuta con la presenza del presidente del tribunale, Maria Rosaria Covelli, e del procuratore capo, Paolo Auriemma, che si sono congratulati per la capacità dell’iniziativa, promossa dall’istituto, di coinvolgere ed avvicinare con entusiasmo i giovani al reale significato di giustizia ed alla visione dello Stato come edificatore di diritti.

La cerimonia ha avuto inizio con la presentazione del dirigente scolastico, Simonetta Pachella, la quale ha illustrato, alle personalità intervenute, le molteplici attività svolte dalla nostra scuola che da sempre si è interessata alla legalità. La Preside si è detta orgogliosa e soddisfatta dell’impegno portato a compimento dai ragazzi che sono stati capaci di raffigurare in maniera toccante e simbolica tematiche quali l’equilibrio familiare, la tutela ambientale e la lotta alle dipendenze. I dipinti realizzati sono, infatti, composti da coppie di tele raffiguranti queste tre importanti materie e trattano le difficoltà, ad esse legate, attribuendo a ciascuna una soluzione scaturita dallo sprigionarsi di una concreta ricerca di speranza.

La prima opera narra all’osservatore il perdersi di una giovane donna nel tetro ed apparentemente indomabile vortice delle dipendenze. Si viaggia ostacolati dal movimento travolgente di possenti onde in burrasca, immerse in un cupo scenario, per poi riemergere con fatica da esse volgendo lo sguardo ad un sereno e pacato orizzonte delimitato da ali, libere in volo, poste simbolicamente a rappresentare la giustizia. Del tumultuoso passato non rimangono che orme di ricordi incisi sulla pelle.

La fragilità dell’equilibrio familiare è stata rappresentata attraverso la frantumazione della originaria e diafana armonia che, aiutata dalla forza della giustizia e motivata dal proposito di privilegiare il benessere dell’innocenza, riesce a ricomporre i propri delicati frammenti.

La tutela ambientale è descritta invece tramite il contrasto tra un presente scalfito da un violento ed incalzante abuso inquinante ed un utopico risvolto positivo raffigurato da un mondo non più soffocato dall’irragionevole male, bensì depurato e ricondotto alla vita.

Gli autori delle opere, Rachele Capocecera, Camilla Fais, Cristina Lombardo, Francesco Mancini, Jacopo Scarpellino, Antonella Luna Servi, Aurora Soldatelli e Matteo Testa, si sono con impegno dedicati alla realizzazione delle tele perseguendo l’intento di presentare, tramite accurate pennellate di acrilico, la possibilità di sperare in un’armonica quiete successiva alla caotica tempesta.

Antonella Luna Servi

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