Progetto cucina: le parole dei protagonisti

I ragazzi della redazione de ‘Il Poliedrico’ incontrano i professori che seguono il progetto di inclusione per gli alunni ‘speciali’ dell’istituto, giunto alla quarta edizione. L’iniziativa rappresenta una possibilità per lavorare e progettare didatticamente nel mondo della pratica del cucinare che garantisce collaborazione e lavoro di gruppo. Gli alunni coinvolti riescono, infatti, ad acquisire competenze di carattere pratico, indispensabili in questo impegno come nella vita. I professori responsabili del progetto, Lorenzo Turchetti e Letizia Muzio, hanno il merito di aver creduto in un’attività che regala spensieratezza e felicità, vincendo sugli scarsi mezzi e sui diversi ostacoli.
1) Siete ormai giunti alla IV edizione del progetto “Cucinando Insieme”. Come è nata questa idea? E qual è il suo scopo?

Il progetto è nato anticipando quella che è la moda del momento per la quale gli chef sono diventati i divi delle trasmissioni televisive. Lo scopo principale riguarda, tuttavia, lo sviluppo di abilità e autonomie in un ambito, quello dell’ “alimentazione”, che ha un ruolo fondamentale nella  vita quotidiana.

L’Associazione gli “Amici di Galiana” hanno messo a disposizione degli alunni una struttura a Prato Giardino, nella quale, il lunedì, gli studenti si recano per realizzare ricette di cucina legate alle ricorrenze festive ed alla tradizione gastronomica locale. E’ grazie a questa collaborazione che si è riusciti ad incentivare le potenzialità del singolo, spendibili sia nella vita di tutti i giorni che in un futuro inserimento lavorativo.

Il progetto è diventato un appuntamento fisso che usufruisce dell’ausilio di aziende artigiane del territorio che hanno, con vera gioia, donato i loro prodotti.
2) Si sentono spesso commenti positivi su questo laboratorio di cucina. Ne andrete di sicuro molto fieri. Cosa ci aspettiamo per il futuro? Avete delle idee per innovare ulteriormente il progetto e diffonderlo?

Uno degli obbiettivi che vogliamo perseguire è quello di dare vita ad un laboratorio interno all’istituto, nel quale tutti gli alunni possano partecipare, creando così una vera e propria inclusione.

In futuro vorremmo, inoltre, continuare a lavorare con diverse associazioni presenti sul territorio che potranno aiutarci a sviluppare e consolidare le abilità dei nostri ragazzi.

3) Come ci si trova a lavorare con i ragazzi del progetto?

Lavorare con i ragazzi del progetto è molto edificante ed averlo svolto in maniera collaborativa ha permesso a tutti di vivere un’esperienza altamente formativa e gratificante. Fondamentale è stata tale volontà unitaria che ha permesso di verificare quanto sia importante, per raggiungere un obbiettivo, collaborare e mettere a disposizione il proprio sapere.

La pratica della lavorazione dei prodotti alimentari consente, altresì, l’esercitazione ed il potenziamento della manualità derivanti dalla percezione tattile determinata dal contatto con impasti e lavorati.

Molti degli alunni interessati all’iniziativa hanno, negli anni precedenti, collaborato al mantenimento e alla cura dell’orto didattico della scuola, attività coordinata dal prof. Mirco Ottoni, riuscendo a comprendere anche l’importanza del rapporto con la terra e la natura del processo di coltivazione dei prodotti alimentari.
4) Di sicuro, occuparsi di un orto come il vostro non è un’impresa facile: Avete mai riscontrato problematiche?

L’ orto è parte integrante del progetto e fornisce alcune materie prime per i piatti poi cucinati, anche se, vista la periodicità degli ortaggi non coincidente con il periodo scolastico, è risultato spesso difficoltoso.

Quest’anno abbiamo affidato a ciascun alunno una piccola parte di terreno da coltivare e stiamo utilizzando un “diario dell’orto” su cui vengono registrate le fasi di semina, cura e raccolto dei prodotti e le ricette a questi legate.

Interessanti sono state anche le uscite didattiche sul territorio: abbiamo visitato le aziende agrarie e quelle di trasformazione di prodotti alimentari come mulini, frantoi e caseifici.

Insomma, cerchiamo di dare una buona istruzione su tutto ciò che concerne l’alimentazione.

5) Avete una ricetta particolare o un vostro piatto tipico?

Gli alunni si sono spesi nella realizzazione di diverse pietanze, si sono divertiti nella preparazione di ricette gustose e stagionali. Tra le più riuscite ricordiamo: le palline ricotta e cacao; le ciambelline al vino e all’anice; le crostatine con marmellata fatta in casa; le fettuccine all’uovo; gli gnocchi; i lombrichelli; l’insalata di riso; i rustici; i tramezzini.

 
6) Che atmosfera aleggia in cucina durante i laboratori? Ci sono aneddoti da raccontare?
L’atmosfera durante le ore di laboratorio è fantastica, il tempo vola e alla fine assaporiamo quello che abbiamo cucinato.

Uno dei momenti più belli, però, si respira durante la manifestazione finale, alla quale sono invitate le famiglie degli alunni e diverse personalità. Alla fine del pranzo si crea un’atmosfera speciale temprata di orgoglio, dei protagonisti e degli astanti. Ricordiamo, ad esempio, con grande fierezza, quando, una persona importante, con gli occhi lucidi, ha abbracciato uno dei nostri ragazzi, esprimendo una spontaneità che, superando l’ufficialità del ruolo, manifestava tutta l’umanità del momento.

Chiara Wallner e Marina Gori

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