Incontro con il procuratore S. Caselli

digIl giorno 31 gennaio 2018, nell’aula dell’Auditorium di S. Maria in Gradi, una rappresentanza degli istituti superiori di Viterbo ha avuto la fortuna di partecipare ad una importante conferenza sul tema della mafia. L’incontro, organizzato dall’Associazione M. Romiti, ha visto come ospite il procuratore Sergio Caselli, ex Magistrato e membro del CSM, che ha speso gran parte della propria vita per combattere il terrorismo e la mafia. Dopo i primi ringraziamenti  del sovrintendente capo della Questura di Viterbo, Alessandro Maurizi, e le parole di accoglienza del questore Lorenzo Suraci, il procuratore Caselli ha indirizzato il suo discorso ai giovani della platea, li ha condotti nel difficile e intricato mondo della corruzione, della lotta alla criminalità organizzata con una semplicità illuminante. Ha iniziato rispondendo alla, semplice ma da alcuni punti di vista complessa, domanda: “che cos’è la mafia?”. D’impatto è stato, di sicuro, il modo in cui ha sottolineato il fatto che, rispetto alle altre organizzazioni criminali, quella mafiosa esiste nella nostra penisola da più di due secoli. Caselli ha spiegato come la spina dorsale della mafia siano proprio i rapporti con i settori “puliti” dell’Italia, compresi addirittura i legami con la politica, l’economia, il settore alimentare e con tutti gli ambiti dai quali derivano vantaggi. Noi alunni abbiamo ascoltato con stupore e rabbia quanto descritto. La storia di Caselli raccontava di un’ Italia che, a noi, sembra tanto lontana, non vissuta. Invece, è opportuno rendersi conto che quello che consideriamo spesso il prodotto di una finzione cinematografica appartiene al quotidiano e, purtroppo, al nostro domani. Al termine dell’incontro, numerose sono state le riflessioni e le domande che gli studenti e i professori hanno posto al procuratore, specifiche e pertinenti, che hanno innescato un dibattito interessante quanto l’esperienza formativa vissuta.

La mafia è un fenomeno umano  e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.”

Il procuratore Caselli, citando questa frase di Giovanni Falcone, ci lascia con un messaggio di speranza e fiducia: la mafia si può sconfiggere, occorrono tuttavia la determinazione e l’unità dei cittadini.

Valeria Gionfra, ‘Il Poliedrico. giornale dell’Istituto Orioli’

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