Noi e la magia del teatro

teatro

Cosa rende uno spettacolo straordinario? Cosa fa nascere la ‘magia’ che fa spalancare gli occhi, bloccare il fiato e commuovere? Non è facile capirlo, ma noi oggi abbiamo assistito a qualcosa che, forse, può raccontarlo…

È la mattina del 24 gennaio e una particolare atmosfera, carica di attese, invade ogni angolo dell’Auditorium di Santa Maria in Gradi di Viterbo. Si respira tra i ragazzi della Compagnia teatrale dell’Istituto Orioli, la si legge sul volto del Prof. Aldo Bellocchio, scrittore e regista del Musical ’Noi e la magia del teatro’. È la Prima! I partecipanti, gli spettatori si raggruppano in dialoghi che tradiscono curiosità, aspettativa. L’atmosfera diventa fervente, le poltrone si popolano, minuto dopo minuto i toni si attenuano, lasciando lentamente spazio alla tanto attesa apertura del sipario.

Dietro le quinte tensione, agitazione e paura mozzano il fiato nei cinque minuti che precedono l’entrata in scena. Si condensano nell’aria ovattando ogni suono, accelerando i battiti dei giovani protagonisti. Il copione ed i testi delle canzoni sembrano essersi dissolti nelle menti, dispersi dalla confusione e dal sovrapporsi di emozioni. Tutto è sospeso, incantato, più di trecento sguardi sono posati unicamente sulle pieghe verticali del sipario. Ed è in questa piccola parentesi di 350 secondi che aleggia la magia del teatro, diviene tangibile nelle espressioni dei ragazzi, contagia i presenti.

Una volta dissoltasi questa leggera e vulnerabile parete di tensione, lo spettacolo prende vita, platea e palco si studiano e decidono se fondersi. E intanto battute, la musica danzata e cantata, scene d’impatto, dialoghi scorrevoli, riflessioni d’autore. L’inevitabile incontro tra gli alunni della compagnia teatrale e l’incantesimo del palco si riconosce nell’arte del rappresentare scenari d’impronta e di origine differenti, replicati con geniale follia, eleganza ed armonia, connessi tra loro da basi comunicanti in un insieme giustificato dalla struttura a cornice. L’opera ci guida in un itinerario, un viaggio vissuto dentro e fuori un gruppo di studenti ed i loro professori. Il mondo della scuola, che tanto ci riempie la vita, si presenta a noi con una autenticità straordinaria. E si riconoscono pregi e difetti dello stare insieme: l’autoritarismo di alcuni docenti contrapposto alla disponibilità di altri, la leggerezza degli alunni scambiata per superficialità, ed una offuscata profondità che ‘sempre’ poi si manifesta nelle relazioni tra generazioni.

Quanta energia ha calcato la scena, quanto entusiasmo ci hanno regalato i nostri compagni! Difficilmente dimenticheremo la bravura di Sara Chiaravalli, la leggiadria di Cristina Giorgi, la verve di Giorgia Lustrini, la voce di Denny Lista, la straordinaria interpretazione di Lorenzo Vinerba, la travolgente versatilità di Michael Fasone, l’impeccabile lavoro di aiuto regia di Noemi Murtas e, con loro, tutti tutti i nostri artisti!

Ma la magia non svanisce. C’è ancora un impegno che aspetta la Compagnia del Professore Bellocchio, una tappa importante che li vede debuttare allo storico Teatro dell’Unione. Ed a chi non ha assistito allo spettacolo, a coloro che non ne hanno ancora respirato l’atmosfera, a chi leggerà la fatica e l’amore contenuti, noi ci rivolgiamo. Quando le luci si spegneranno, le emozioni torneranno e si aprirà il sipario, restate in silenzio: entra in scena l’Orioli!

 

È giusto ricordare che…

Nel mondo reale la magia nasce anche dalla concretezza, dal lavoro di una scuola che ha impiegato fatica e dalla volontà del Dirigente, Simonetta Pachella, che ha creduto e reso possibile la realizzazione di uno sforzo condiviso. È giusto, quindi, riconoscere i meriti.

Nel corso della rappresentazione si intraprendono diversi cambi di scena, arricchiti e resi significativi da dettagliati fondali ed imponenti strutture tridimensionali. Anche nelle scenografie si legge la magia, quella resa possibile dalle creazioni delle classi III e IV Scenografia, coordinate dai Professori C. Pace, L. Zuccarello, F. Graziano, coadiuvati dal Designer L. Occhialini. La cura dell’impianto scenico contribuisce all’armonia dell’intero. Le strutture spiccando in maniera equilibrata, senza creare contrasti, amalgamandosi con canto, dialoghi e danza. In tal senso, adrenaliniche si sono rivelate le coreografie, dirette dalle Professoresse L. Amorosi e T. Graziani. Ogni alunno ha offerto il suo contributo per una performance dinamica, riflessiva ed emozionante. Volontà ed intenti si sono legati grazie ad un filo comune, quello dell’impegno, della passione e dell’entusiasmo. Fortissimi, infatti, i contributi. I Professori L. Muzio e D. Allegrini si sono occupati dei bellissimi momenti dedicati ai nostri ‘attori speciali’. Le Professoresse A. e C. Pizzuto e la Professoressa Giacobbi hanno curato la veste grafica dell’evento. Le insegnanti C. Vincenti, Russo Pina e A. Perugi hanno realizzato i costumi con le alunne del settore Moda. Le Professoresse L. Tofanicchio e T. Mariottoni hanno coordinato le alunne per l’accoglienza. Le nostre eccezionali R. Morgantini, I. Cherubini, R. Cosenza e B. Turchetti hanno reso il meglio dell’assistenza tecnica. La Professoressa C. Mattioni ha curato l’organizzazione dell’evento. E poi, c’eravamo anche noi, la Redazione de Il Poliedrico, coordinati dal Professore R. Muzzi per la fotografia e dalla Professoressa I. Anzevino che ha guidato e orientato il nostro osservare e, quindi, ciò che leggete. Salutiamo così i nostri talenti, con la speranza che queste parole risuonino come il più acceso degli applausi!

 

Antonella Luna Servi, ‘Il Poliedrico’ Giornale dell’I.Orioli

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