La Preside scende in campo: l’esperienza di alternanza con le alunne dell’indirizzo Moda!

Ebbene sì! La nostra Dirigente, Simonetta Pachella, mette a disposizione degli alunni le proprie competenze, tenendo delle lezioni di ricamo, per le alunne dell’indirizzo Moda – Produzioni tessili sartoriali, che hanno arricchito e qualificato il percorso di alternanza scuola lavoro.

La redazione ha incontrato la Dirigente e si è lasciata trasportare nello splendido mondo delle decorazioni su tessuto. La Preside ci ha spiegato che il ricamo può essere effettuato su base strutturata e non strutturata e che gli accessori utilizzati (perle, paillettes, couvettes ecc.) oggi vengono applicati su tessuto anche con collanti che, purtroppo, per la logica del mercato, stanno sostituendo la tecnica antichissima del ricamo a mano. La tradizione di quest’arte deve, invece, essere rispettata perché rappresenta una delle più belle espressioni artistiche dei settori tessile e sartoriale. Il laboratorio ha riguardato l’insegnamento della tecnica del ricamo Lunèville, una pratica artigianale attestata fin dal XIV secolo nella omonima città situata nella regione della Lorena. Originariamente realizzata ad ago, la lavorazione si evolve intorno al 1850 per l’introduzione di una rivoluzione strumentale caratterizzata da un particolare tipo di uncinetto, il Kantan, che ne rese più veloce e precisa la realizzazione. Oggi, il ricamo Lunèville, è utilizzato, per l’Alta Moda, particolarmente, nelle collezioni di Dior, Elsa Schiapparelli, gruppo Versace, affascinando per la leggerezza e l’eleganza che lo contraddistinguono negli utilizzi su complementi, abiti da sposa e da sera. I giochi di luce e di spessore, realizzati con perline (anche in vetro) e paillettes, divengono anche più intensi con l’utilizzo delle couvettes, particolari accessori arcuati che conferiscono tridimensionalità al ricamo e che sono state personalmente ricercate dalla Preside da rivenditori e grossisti su tutto il territorio nazionale. La stessa ha fatto anche pervenire dal Giappone proprio il Kantan, per insegnare alle alunne di Moda la particolarità della lavorazione realizzata con questo uncinetto con manico spesso in legno, dalla punta molto sottile, corredato di una linguetta di metallo che facilita il passaggio dei fili attraverso la tela da ricamare senza forare o rovinare il tessuto. I disegni preparatori all’esecuzione possono essere molto articolati e solo una mano esperta riesce a risolverli con maestria ed eleganza. Frutto di questo lavoro sono stati un abito da sera ed un abito da sposa esposti nella manifestazione San Pellegrino in Fiore 2018.

La poliedricità che contraddistingue il nostro istituto, è evidente, non si manifesta solo nelle diverse attitudini e negli articolati percorsi degli alunni, ma rispecchia anche la ricchezza di esperienze e di saperi che gli insegnanti e la stessa Dirigente mettono in campo per migliorare e qualificare gli aspetti formativi fondamentali alla nostra crescita educativa. Dietro un tale interessamento, si legge non solo la competenza, ma soprattutto l’amore, di una donna, verso la millenaria arte del ricamo, e di una Dirigente, nei confronti dei suoi alunni e della sua scuola. Grazie!

Adina Enache e Denise Mattei

Foto di Valeria Gionfra ed Aurora Cancelliere

Si riparte!

La redazione annuncia con estremo piacere il ritorno delle attività del giornale dell’Istituto Francesco Orioli di Viterbo, “Il Poliedrico”.  Ci siamo lasciati con la conclusione dell’anno scolastico, ma  quest’istituto non si ferma un attimo ed ha ancora tanto da raccontare di quanto prodotto nei mesi estivi. Ora si riparte, guidati dai nostri prof. Immacolata Anzevino e Riccardo Muzzi, carichi ed entusiasti di riprendere il percorso interrotto. Ma, prima di ricominciare, vi proponiamo il nostro ‘dove eravamo rimasti…’

                                                                                                                  S. Sposetti e M. MeleIMG-3684.JPG

L’arte racconta e interpreta la giustizia.

Venerdì 25 maggio, presso il Palazzo dei Priori di Piazza del Plebiscito, si è tenuta l’inaugurazione delle opere realizzate per il Tribunale di Viterbo dagli studenti delle classi seconde, terze e quarte del Liceo Artistico Francesco Orioli, coordinati dai docenti Cinzia Pace e Luigi Zuccarello.
L’esposizione delle tele è avvenuta con la presenza del presidente del tribunale, Maria Rosaria Covelli, e del procuratore capo, Paolo Auriemma, che si sono congratulati per la capacità dell’iniziativa, promossa dall’istituto, di coinvolgere ed avvicinare con entusiasmo i giovani al reale significato di giustizia ed alla visione dello Stato come edificatore di diritti.

La cerimonia ha avuto inizio con la presentazione del dirigente scolastico, Simonetta Pachella, la quale ha illustrato, alle personalità intervenute, le molteplici attività svolte dalla nostra scuola che da sempre si è interessata alla legalità. La Preside si è detta orgogliosa e soddisfatta dell’impegno portato a compimento dai ragazzi che sono stati capaci di raffigurare in maniera toccante e simbolica tematiche quali l’equilibrio familiare, la tutela ambientale e la lotta alle dipendenze. I dipinti realizzati sono, infatti, composti da coppie di tele raffiguranti queste tre importanti materie e trattano le difficoltà, ad esse legate, attribuendo a ciascuna una soluzione scaturita dallo sprigionarsi di una concreta ricerca di speranza.

La prima opera narra all’osservatore il perdersi di una giovane donna nel tetro ed apparentemente indomabile vortice delle dipendenze. Si viaggia ostacolati dal movimento travolgente di possenti onde in burrasca, immerse in un cupo scenario, per poi riemergere con fatica da esse volgendo lo sguardo ad un sereno e pacato orizzonte delimitato da ali, libere in volo, poste simbolicamente a rappresentare la giustizia. Del tumultuoso passato non rimangono che orme di ricordi incisi sulla pelle.

La fragilità dell’equilibrio familiare è stata rappresentata attraverso la frantumazione della originaria e diafana armonia che, aiutata dalla forza della giustizia e motivata dal proposito di privilegiare il benessere dell’innocenza, riesce a ricomporre i propri delicati frammenti.

La tutela ambientale è descritta invece tramite il contrasto tra un presente scalfito da un violento ed incalzante abuso inquinante ed un utopico risvolto positivo raffigurato da un mondo non più soffocato dall’irragionevole male, bensì depurato e ricondotto alla vita.

Gli autori delle opere, Rachele Capocecera, Camilla Fais, Cristina Lombardo, Francesco Mancini, Jacopo Scarpellino, Antonella Luna Servi, Aurora Soldatelli e Matteo Testa, si sono con impegno dedicati alla realizzazione delle tele perseguendo l’intento di presentare, tramite accurate pennellate di acrilico, la possibilità di sperare in un’armonica quiete successiva alla caotica tempesta.

Antonella Luna Servi

Concorso di artigianato artistico ‘Forme e colori della terra di Tuscia’: trionfa il Liceo Artistico F. Orioli!

Si è conclusa il 20 maggio la dodicesima edizione del concorso ‘Forme e colori della terra della Tuscia’, nella splendida cornice di Palazzo Brugiotti, Museo della ceramica della Tuscia. L’iniziativa si pone l’obiettivo di celebrare e conservare le abilità artigianali ed artistiche della provincia, rendendo protagonisti le maestranze del territorio e gli studenti dei Licei Artistici. Il progetto rappresenta una particolare forma di attività concorsuale che vede la partecipazione di lavori artigianali, finalizzata alla competizione, e la contestuale esposizione degli stessi in una mostra allestita, dal 20 aprile al 20 maggio, al Museo della ceramica della Tuscia. Nella cerimonia di premiazione, tenutasi, invece, il 18 maggio 2018, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione e conferiti i premi ai vincitori. L’artigianato italiano, esempio e modello nel mondo di realizzazioni di particolare valore creativo ed estetico, deve la propria unicità ad una tradizione di antica origine. Le presenze e le testimonianze storiche nel territorio della Tuscia raccontano di abilità e maestria che superano i confini della territorialità e del corporativismo rendendosi interpreti di modernità e imprenditorialità. In questo senso, le produzioni del Liceo Artistico F. Orioli di Viterbo si sono particolarmente distinte nell’ambito della manifestazione e l’istituto ha ottenuto una menzione di merito, quale riconoscimento straordinario, per la qualità artistica, l’originalità e la competenza dimostrate nei diversi campi delle lavorazioni artigianali. Gli studenti, coordinati dalle docenti F. Graziano, C. Pace, A. e C. Pizzuto, sono riusciti a mettere in campo creatività e professionalità, nell’assoluto rispetto della tradizione. Al Liceo Artistico Orioli vengono, inoltre, attribuiti, per le sezioni storiche del concorso, il 1° Premio conferito a Francesco Mancini e Simone Federici, coordinati dalla prof.ssa F. Graziano ed un meritatissimo 3° posto riconosciuto ad Elena Mameli, coordinata dalla prof.ssa C. Pace. La dirigente scolastica, Simonetta Pachella, presente alla manifestazione, è una ferma sostenitrice della tradizione artistico artigianale e promuove, costantemente, nel proprio istituto, attività di alternanza scuola lavoro e di approfondimento didattico e progettuale miranti alla salvaguardia ed al recupero delle principali forme di produzione locale. Evidenti e riconosciuti, anche in questa occasione, i risultati. Le personalità intervenute, il presidente territoriale Cna Angelo Pieri, il presidente della fondazione Carivit, Mario Brutti, la presidente Cna artistico territoriale Lucia Maria Arena, il presidente nazionale Cna artistico, Andrea Santolini, il senatore Umberto Fusco, il consigliere regionale Enrico Panunzi, la vice sindaca di Viterbo Luisa Ciambella e il presidente della camera di commercio Domenico Merlani, hanno sottolineato l’importanza della manifestazione, ammirando la bellezza e la qualità delle produzioni presentate.

“Water the flowers”: l’arte della non violenza.

 

La docente Maria Elena Piferi, ideatrice del bando di concorso “A Silvia”, che rientra nel progetto “Un pesce in una biglia” curato dall’ Associazione Culturale Donna Olimpia, ha organizzato l’attività concorsuale, rivolta alle Scuole Secondarie di I e II grado della provincia di Viterbo, per ricordare il valore delle donne, sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto e condannare la violenza di genere. Gli studenti sono invitati ad elaborare poesie, canzoni  e racconti in prosa, legati al tema,  originali e inediti. Gli elaborati saranno valutati da una giuria di esperti, costituita dalla  Direzione Scientifica e Organizzativa del concorso, da artisti e professionisti del mondo dell’editoria, della poesia, della musica, della letteratura e della comunicazione. Da quest’anno, il concorso è intitolato a Silvia Tabacchi, la giovane laureata in Lettere di Vasanello, uccisa il 17 marzo 2017 dall’ex fidanzato poi morto suicida.

L’istituto Orioli ha accolto, nell’ambito della stessa iniziativa, un giovane artista americano, Mark Samsonovich, per la realizzazione di un murales posto sulla facciata esterna dell’edificio, in via Villanova. La prof.ssa Piferi ha contattato direttamente l’artista, di chiara fama internazionale, per riprodurre, anche a Viterbo, “Water the flowers”, celebre opera dell’artista proposta quale simbolo espressivo del rispetto e dell’amore reciproci. Il murales raffigura i corpi di un uomo e di una donna, spogliati dagli orpelli e dalle convenzioni del quotidiano, che, quasi quali immagini riflesse, identiche, per dimensione e carattere, effettuano un gesto che consente la vita. La testa delle due figure non ha un carattere realistico, è, infatti, rappresentata attraverso una ideale composizione floreale, tenuta in vita grazie al reciproco offrirsi acqua di nutrimento. L’opera, che può essere ammirata da chiunque si trovi nei pressi della struttura, rappresenta poesia, amore e condivisione. Degnamente, quindi, le è stato affidato il compito di fungere da monito, di ricordare e promuovere riflessioni a tutti gli alunni che varcheranno la soglia della scuola, per generazioni. La violenza si può combattere con l’amore e la rivoluzione culturale e sociale auspicata dalla prof.ssa Piferi passa proprio attraverso una delle forme più pure dell’espressione umana: l’arte. Gli alunni avranno il compito, ogni anno, di riprendere contorni e colori dell’opera, per non lasciare che, insieme ad essa, sbiadiscano l’insegnamento e la memoria.

Simonetta Pachella, dirigente dell’istituto Orioli, ha parlato a noi alunni e si è detta entusiasta dell’iniziativa. La scuola, insieme al Miur-Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio-Ambito Territoriale Di Viterbo, l’Università degli Studi della Tuscia, l’Onps-Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza, la Provincia Di Viterbo, il Comune Di Vasanello, la Biblioteca Consorziale Di Viterbo, la Uil Scuola Viterbo, ha visto nascere al suo interno e sostenuto l’intero programma. La nostra Dirigente è orgogliosa per la portata internazionale che assunto il progetto e con sensibilità determinata appoggia la finalità dell’iniziativa: combattere la violenza di genere. 

“Quando si parla di violenza di genere ci dobbiamo tutti sentire chiamati in causa. Dobbiamo tutti riflettere proprio su quello che è il delicato equilibrio nel rapporto tra uomo e donna. L’idea di appartenenza, di possesso, di pregiudizio, le espressioni di prepotenza e di aggressività vanno contrastate con un insegnamento alla non violenza che ogni realtà educativa, da quella familiare a quella scolastica, deve perseguire per insegnare, alle nuove generazioni, la giusta dimensione dell’amore. L’arte e la poesia, tra le manifestazioni più nobili dell’animo umano, possono rappresentare il giusto linguaggio, il luogo privilegiato della comunicazione di valori duraturi e formanti”.

Rosa Badini e Giorgia Ruberto

Intervista a Mark Samsonovich

La redazione ha avuto la possibilità di incontrare Mark Samsonovich e condurre un’intervista, completamente in inglese  ! La traduzione simultanea dell’evento è stata curata dalla prof.ssa O. Cappannella.

Come, secondo lei, l’arte può insegnare i valori di civiltà e di rispetto utili ad una corretta convivenza civile?

Per me l’arte è una serie di ideali. Per esempio, i murales, sono nati da una serie di rapporti con il mondo esterno, con concetti e ideali della vita.

Come concepisce la sua arte e come la definirebbe?

La mia arte è personale, con dei punti di oggettività perché si basa anche su esperienze personali.

L’arte talvolta, può essere qualcosa che ti porta a realizzare quello che non hai soddisfatto o realizzato nella vita. La mia arte è minimalista, si basa su un equilibrio tra le emozioni che possono essere le più disparate. Io sto cercando di scoprire qualcosa che sia reale e che rispecchi il modo in cui penso e provo le mie sensazioni. La mia ispirazione, talvolta, la traggo da ciò che possono essere i media per collegare ciò che dentro di me nasce come espressione con quanto c’è all’esterno.

Da quali elementi, stili o riferimenti trae la sua aspirazione?

C’è un artista che in particolare modo mi ha ispirato, Raptor, un pittore d’arte astratta, che dipinge dei quadri abbastanza grandi, di circa due metri per tre, formati da dei blocchi di colore. I suoi quadri trasmettono emozioni molto forti perché danno la sensazione della realtà.

Qual è il suo rapporto con la società e qual è il rapporto della società con la sua arte?

La mia esperienza con la società è un elemento fondamentale da considerare, perché è un modo per riconoscersi in un contesto specifico, con un tempo specifico, caratterizzato da elementi con i quali bisogna comunque confrontarsi per arrivare a dei compromessi.

Cosa pensa dell’arte italiana?

L’arte classica e quella rinascimentale sono tra le mie preferite, infatti quando vado nei musei sono le opere che ammiro di più.

Cosa si sentirebbe di consigliare ad un ragazzo che vuole fare dell’arte la propria ragione di vita?

Apparentemente fare l’artista, e vivere come artista, è quasi impossibile, credo. Vi suggerisco di trovare un luogo nel mondo, un posto dove sia possibile vivere d’arte. Vi suggerisco, inoltre, di seguire le vostre passioni e i vostri ideali, mettendovi al centro di ogni situazione, in modo da poter maturare. Se vuoi intraprendere la carriera d’artista, devi mettere al centro delle tue esperienze la tua passione e la tua arte, qualsiasi lavoro voi vogliate fare. Qualche volta ho vissuto momenti di depressione, ma anche tanti momenti di felicità. Ci sono, tuttavia,  molte persone invidiose della vita che faccio, quindi, spesso, l’artista è portato a vivere da solo. In ogni caso, è anche un’avventura sorprendente e riconosco di essere stato fortunato, anche a livello economico.

È soddisfatto della tua arte e della tua vita da artista?

Non completamente, un artista è sempre insoddisfatto, alla continua ricerca, per ottenere il massimo, da se stessi e dalla propria ispirazione.

Qual è la domanda, che non le hanno mai rivolto, alla quale avrebbe voluto rispondere?

Confesso che avrei voluto fare il ballerino. Ma non so esattamente che tipo di domanda vorrei mi si rivolgesse, anche io ho delle domande alle quali non ho ancora dato risposte.

Quale è, quindi, la domanda alla quale non è riuscito a dare una risposta?

C’è una domanda alla quale non sono riuscito ancora a dare risposta, che è poi un grande cliché, ossia: “Perché esisto? Perché vivo?” Ma ho imparato che il quesito più impegnativo da porsi è: “Di che cosa ho bisogno per avere una vita in cui non posso farmi sempre domande? Per avere una vita nella quale riesco a dare risposta anche a le domande più grandi?”

Può raccontarci la tua storia?

Certo. Sono un rifugiato e provengo dall’Unione Sovietica. Sono emigrato negli Stati Uniti all’età di tre anni. Quando siamo arrivati in America, io ed i miei genitori, le nostre condizioni di vita erano molto povere. Mio padre, in Russia, era un medico, ma il suo titolo di studio non aveva lo stesso riconoscimento del paese natio, quindi, ha dovuto ricominciare gli studi, oltre alla difficoltà dell’apprendere una nuova lingua. Inoltre, ha svolto diversi lavori quali il benzinaio e il corriere per la consegna dei giornali la mattina. In seguito i miei genitori si sono separati e mio padre è riuscito a superare gli esami per essere riconosciuto come medico. E’ stato un percorso durato più di dieci anni, nei quali ho osservato mio padre ricominciare da zero, ed è proprio lui la mia più grande ispirazione: mio padre mi ha guidato, insegnandomi ad andare avanti e a non arrendermi mai.

Domande ed intervista a cura di Adina Enache e Denise Mattei

Trascrizione a cura di Sara Ferri e Chiara Piccione

L’Istituto F. Orioli presenta la mostra di pittura ‘Talenti diversi’

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L’istituto F. Orioli presenta al pubblico di Viterbo la mostra “Talenti diversi”, espressione finale di un più ampio progetto coordinato dalle Prof.sse Silvia Trenta ed Ornella Corvaia: il Laboratorio artistico DIS-ART-TAK. La finalità dell’intero progetto riguarda la possibilità di mobilitare una capacità espressiva non verbale, ma estremamente comunicativa: il linguaggio pittorico. La mostra, inauguratasi il giorno 17 maggio 2018, resterà aperta al pubblico anche nei giorni 18 e 19 maggio, dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dalle ore 17:00 alle ore 19:00 presso la Sala Anselmi in via Saffi a Viterbo, per consentire a tutti la possibilità di ammirare l’emotività e le grandi capacità di giovani artisti che, al posto delle parole, utilizzano tela e pennelli per rappresentare la loro realtà. Già distintisi nella recitazione, gli alunni ‘speciali’ dell’istituto presentano oggi il proprio talento, veicolato e guidato dalla grande sensibilità dei docenti intervenuti nell’iniziativa. Nell’arte non esiste diversità, l’espressione artistica è universale e l’evento dimostra proprio che, attraverso l’arte, si oltrepassano i limiti, si superano le barriere. L’iniziativa regala continuità all’idea di un’esperienza continua di ‘viaggio nell’inclusione’ promosso dall’istituto Orioli e fortemente voluto dalla dirigente, Simonetta Pachella. Presente all’inaugurazione, ha salutato ed ammirato il lavoro degli alunni e dei docenti con commozione ed orgoglio. L’integrazione consente una crescita personale e collettiva che stimola creatività e benessere, arricchendo. La diversità rappresenta un limite solo per coloro che, con animo arido, pensano di etichettare la vita in schemi predefiniti e la bellezza dei dipinti esposti palesa, invece, l’essenza di talenti straordinari, unici!

In mostra si percepiscono, innanzitutto, l’impegno e la dedizione dei dieci ragazzi che hanno frequentato il laboratorio, arrivando a produrre più di quaranta dipinti su tela. I temi scelti per questo anno scolastico hanno riguardato, principalmente, tre tematiche: autoritratti, vedute di Viterbo, copie d’autore. A ciò si aggiungono i dipinti realizzati in team con gli alunni di diverse classi coordinate dai professori L. Zuccarello e A. Triventi. Si è dipinto insieme: docenti, alunni, assistenti, alunni. Insieme si è arrivati a scegliere il materiale e gli strumenti più adatti: pennelli piccoli o grandi, tempere, acrilici, pastelli, tele o tavole, secondo le possibilità offerte dalle abilità di ciascuno. Le caratteristiche di lentezza o di velocità, di manualità incerta o pesante di ogni partecipante, si sono trasformate in piccoli tratti distintivi, in composizioni rigorose o scomposte tipicamente “espressioniste”. Il mondo dell’educare invita la città ad ammirare i nostri meravigliosi e straordinari protagonisti.

“L’orto di Hans”

Nella giornata di domenica 22 aprile 2018, presso Soriano nel Cimino, all’agriturismo “L’orto di Hans”, si è svolto l’evento “Arte in Campagna”, nel quale sono state esposte le opere del nostro Liceo Artistico Orioli e della scuola primaria e secondaria di I grado di Soriano. Il magico agriturismo e il bel tempo erano perfettamente legati al tema: la giornata della terra. Gli stessi hanno funto da cornice alle meravigliose opere immerse nel verde del paesaggio circostante. Nell’arco della giornata, i numerosi  presenti hanno avuto il piacere di assistere alla premiazione dei partecipanti al concorso, la cui giuria era formata dalla preside dell’Istituto Orioli, Simonetta Pachella, dal noto maestro d’arte Paolo Guiotto e dall’artista Marilena Garbini. Per quanto riguarda il Liceo Orioli, nell’ambito  della scultura, è stato premiato il lavoro di Sara Spagnolo e Francesco Mancini, una splendida rappresentazione dell’ unione tra uomo e natura. Per la fotografia, è stata premiata Diana Ferrera, con lo scatto che simboleggiava la ‘rinascita’. Per la pittura, è stato premiato l’acquarello di Bianca Lazarel, un’ opera di grande realismo e dedizione. La locandina dell’evento è stata curata graficamente da Elena Capitanelli e particolarmente interessanti sono risultati i lavori fotografici tradotti su tela mesh e su forex rigido. I piccoli artisti dell’istituto comprensivo di Soriano sono riusciti a centrare in modo eccellente il tema della natura e della terra con molteplici disegni e l’utilizzo di diverse tecniche. Alcune opere sono state acquistate con piacere dai presenti e il ricavato delle vendite è stato interamente devoluto alle scuole partecipanti. Un riconoscimento particolare lo attribuiamo alle insegnati Silvia Lupino, Alessandra Giacobbi, Carla Castiglione, Cinzia Pace, Nadia Chiatti e Francesca Graziano che hanno seguito e coordinato la fase progettuale ed esecutiva dei lavori posti in mostra. La giornata si è conclusa con il rilascio degli attestati di partecipazione agli alunni che erano presenti all’evento e con il buffet offerto da Letizia Licastro, proprietaria dell’agriturismo, che ha rappresentato, per noi alunni, la giusta conclusione per una giornata perfetta vissuta tra arte e campagna.

Valeria Gionfra, ‘Il Poliedrico. Giornale dell’istituto Orioli’.