‘Siamo tutti d’un sentimento’

 

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Gli alunni dell’istituto F. Orioli impegnati nel ‘Progetto Santa Rosa’

Il giorno 25 aprile, nei locali dell’istituto F. Orioli di Viterbo, ed il giorno 27 aprile, nell’aula multimediale del Liceo Artistico, si è tenuta la presentazione del ‘Progetto Santa Rosa’. Gli incontri hanno visto la partecipazione di numerosi alunni che hanno avuto l’opportunità di assistere al racconto di una storia che da secoli rappresenta e caratterizza la città di Viterbo.
A presentare il progetto, Gianluca Di Prospero, appassionato conoscitore della storia della città ed interprete di rilievo della manifestazione legata al trasporto della ‘Macchina di Santa Rosa’. Agli incontri hanno partecipato anche Luca Di Prospero, insieme al padre impegnato nella realizzazione della mini Macchina, realizzata nel 2018, ‘Miracolo di Fede’, Don Claudio, parroco della chiesa di S. Barbara, ed il capo facchino della macchina del quartiere.
L’evento ha coinvolto i ragazzi attraverso le immagini della vita della santa, la presentazione del trailer del film ‘Santa Rosa il cuore di Viterbo’, di G. Di Prospero, ed il racconto di Don Claudio riguardante aneddoti e miracoli legati al nome della beata, una delle poche donne che ha avuto la forza di fronteggiare il potere imperiale, il corpo della quale è conservato, quasi inalterato, nella chiesa che porta il suo nome.
L’incontro è divenuto luogo di presentazione dell’iniziativa ed ha avuto uno scopo prevalentemente conoscitivo per consentire agli alunni la possibilità di comprendere per ideare, produrre e, quindi, partecipare. Una partecipazione che è voluta fermamente dagli ideatori del progetto, animati dall’intento di trasmettere ad una nuova generazione i valori di una tradizione culturale, religiosa e sociale che è parte fondante della vita del territorio. E’ stato spiegato agli studenti il ruolo ed il significato del compito dei facchini,si è raccontato delle ansie e delle paure che caratterizzano i momenti precedenti al trasporto, ma anche di come, tutti uniti, riescano e sentano di portare sulle spalle la storia della città. Tutto questo diventa esempio morale e civile per giovani che, ci si augura, possano rinnovare e ritrovare il vero e profondo aspetto, spirituale ed umano, dello spettacolo collettivo di fede che si ripete in ogni settembre viterbese. In un mondo così difficile, intriso di individualismo, violenza e interessi particolari, è necessario ritrovare e credere in solidi valori che accomunino e costruiscano una identità, civile e morale. ‘Siamo tutti d’un sentimento’, recita il famoso motto urlato dagli straordinari portatori di virtù. Il progetto coinvolgerà gli alunni dell’istituto e riguarderà la realizzazione di un poster, simbolo iconografico del trasporto della mini Macchina di Santa Rosa 2019 del quartiere S.Barbara. I lavori, sviluppati nel rispetto di alcuni vincoli tematici, dovranno rappresentare lo spirito devozionale, umano ed artistico della manifestazione e saranno poi esposti in una mostra illustrativa aperta al pubblico.
Gli alunni del Liceo Artistico, alcuni dei quali hanno già collaborato, lo scorso anno, alla realizzazione della mini Macchina del quartiere S. Barbara, ‘Miracolo di Fede’, hanno accolto con entusiasmo la proposta, incoraggiati dalla volontà della dirigente dell’istituto, Simonetta Pachella, che ha sottolineato l’alto valore formativo e culturale che può derivare dalla partecipazione ad iniziative legate ai valori ed alla storia del territorio, fondamentali per accrescere e definire il senso civico e di appartenenza.

La redazione

Istituto ‘F. Orioli’: scegli la tua strada!

Le prospettive formative contemporanee devono rappresentare una efficace risposta alle esigenze educative ed alle richieste lavorative ed impiegatizie di un determinato contesto territoriale e sociale. Le necessità che si rilevano in questo duplice ambito di interesse hanno subìto una decisa modificazione nel tempo. Sono cambiate le caratteristiche dell’utenza scolastica e decisamente diversi risultano i profili didattico professionali funzionali all’inserimento nel mondo del lavoro. Progresso e modernità suonano quali parole d’ordine, ma palesano l’evidenza di un crescente divario con l’aspetto, spesso, teorizzante di un’istruzione intesa in senso tradizionale. I tratti distintivi di un indirizzo pedagogico all’avanguardia impongono, invece, l’organizzazione di un ambiente educativo che accolga e istruisca idoneamente le nuove generazioni di studenti. La didattica deve essere specchio del tangibile per evitare di rendere la scuola completamente staccata dalla realtà. Il salto qualitativo determinante riguarda la capacità di colmare questo divario e il bisogno di portare concretezza e risultati nella dimensione formativa odierna. Occorre, infatti, creare ed assicurare una reale rispondenza tra mondo della scuola e mondo del lavoro. In questo senso, non stupisce il fatto che, negli ultimi anni, la percentuale di alunni iscritti agli istituti professionali sia sensibilmente aumentata. Tali realtà istruttive, del resto, sono notevolmente mutate e rappresentano il ponte tra l’educare alla vita e la vita stessa. È certo, infatti, che il diplomato negli indirizzi professionali possa trovare un impiego già alla fine del quinquennio e che veda prospettarsi una doppia opportunità: immettersi immediatamente nel mercato occupazionale o proseguire gli studi con la scelta dei percorsi universitari.
L’istituto ‘Francesco Orioli’ organizza il proprio curricolo per rispondere alle esigenze presentate, attraverso un’offerta formativa che assicuri una preparazione altamente qualificante e performante e che garantisca reali opportunità e sbocchi professionali.
Nello specifico, l’indirizzo ‘Industria e artigianato per il Made in Italy. Moda – Produzioni tessili e sartoriali’ costruisce una figura professionale che può: concorrere all’impiego presso aziende private del settore, presso studi professionali di modellistica e sartoria; dirigere e gestire attività di impresa in proprio nel comparto moda; rivestire un ruolo di docenza nell’insegnamento tecnico-pratico negli istituti tecnici e professionali; avere accesso a tutte le facoltà universitarie.
L’indirizzo ‘Manutenzione e Assistenza Tecnica’ (elettrico-elettronico, sistemi energetici, manutenzione mezzi di trasporto) consente: di trovare immediatamente occupazione nei settori di specializzazione (elettrauto, elettricista, termoidraulico, meccanico); di accedere alla docenza degli insegnamenti tecnico pratici negli istituti professionali; di proseguire gli studi universitari.
Il diplomato nell’indirizzo ‘Servizi socio-sanitari’, oltre ad avere accesso a tutte le facoltà universitarie, ha possibilità occupazionali in strutture di reparto: asili nido, centri ricreativi, centri per disabili, comunità per anziani, comunità terapeutiche, comunità di accoglienza per immigrati.
L’indirizzo ‘Servizi commerciali’, oltre alla curvatura dell’ambito ‘Turistico’, è arricchito, dall’anno scolastico 2019-20, dal modernissimo settore ‘Web community’ che garantisce la preparazione di una figura professionale in grado di: utilizzare le tecnologie informatiche di più ampia diffusione; supportare le attività di pianificazione, programmazione, rendicontazione relative alla gestione; collaborare alle attività di comunicazione, marketing e promozione dell’immagine aziendale, in un ambito territoriale o settoriale, attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici innovativi. Il nuovo percorso offre i seguenti sbocchi lavorativi: inserimento in aziende di web marketing; e-commerce; web design; social media; management aziendale; incarichi in uffici pubblici con ruolo amministrativo-contabile e in studi professionali; occupazioni in imprese di campo nella comunicazione commerciale web.
Ed è nella continua ricerca di concretezza che rientra la scelta di attivare, dal prossimo anno scolastico, l’indirizzo “Agricoltura sviluppo rurale valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane”. L’indirizzo professionale agrario, infatti, è la vera spinta all’idea di un futuro lavorativo rispondente al criterio della sostenibilità, consentendo contemporaneamente la modernizzazione delle tecniche e delle produzioni agricole e la salvaguardia del patrimonio agroforestale e naturale. Le principali innovazioni in questo campo riguardano, infatti, la ricerca di nuove figure specializzate, ma soprattutto la messa in atto di una rivoluzione culturale che riguardi l’uso e lo sfruttamento, ma non l’offesa, della nostra terra. La stagione degli avvelenamenti e delle violenze di produzione deve cedere il passo alla consapevolezza del rispetto del territorio, perché è solo dalla specifica conoscenza delle possibilità e dei limiti delle risorse naturali che l’uomo può curare e godere realmente dei frutti del patrimonio agricolo e silvo pastorale. Il diplomato nell’indirizzo possiede competenze relative alla produzione, valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, agroindustriali e forestali offrendo anche servizi contestualizzati rispetto alle esigenze dei singoli settori. La provincia di Viterbo, per peculiarità morfologiche e storico culturali, oltre che per la presenza di numerose aziende agricole, necessita di esperti in tecniche di produzione, di periti nella stima delle colture, di addetti alla trasformazione e vendita, di operatori agricoli e di agrotecnici qualificati. Le terre della Tuscia vantano produzioni di qualità che rispondono alle richieste di un mercato di carattere internazionale. Specializzarsi nella gestione e soprattutto nella tutela e salvaguardia delle risorse a disposizione significherebbe garantirsi opportunità occupazionali sul territorio di appartenenza ed essere, magari, partecipi del progressivo cambiamento di un reparto in continua evoluzione. Le possibilità di lavoro interessano, infatti, anche il settore agroalimentare, la tutela del territorio e dell’ambiente, la gestione del verde, le energie alternative, l’agriturismo. Ed è, appunto, la grande varietà di ambiti occupazionali ad assicurare lavoro ai diplomati dell’indirizzo agrario. Dopo il diploma di agraria è possibile proseguire il percorso formativo mediante le università di comparto, ovvero, Scienze agrarie, Medicina veterinaria, Biotecnologie ed Enologia.
Specifiche possibilità formative e lavorative non si esauriscono solo nei percorsi professionali, l’istituto F. Orioli completa la propria offerta didattica con il Liceo Artistico, sito in Via Cesare Pinzi, 44. Il percorso educativo, dopo un primo biennio comune, consente l’opportunità di scegliere tra gli indirizzi ‘Design’, ‘Grafica’ e ‘Scenografia’ che forniscono un’ampia formazione di base ed una qualificata preparazione d’ambito che consentono di proseguire negli studi universitari, ma anche di specializzarsi per immediate opportunità occupazionali. L’unico percorso liceale che combina le due richieste dell’oggi: specifica formazione e possibilità lavorative. Le acquisizioni maturate consentono di leggere e interpretare la realtà con atteggiamento critico, razionale, creativo e progettuale. Anche in questo caso, il percorso educativo risponde al principio del ‘learning by doing’ (imparare facendo) che favorisce un apprendimento significativo, basato sulla padronanza di specifiche competenze (ornato, modellato, rilievo pittorico, rilievo plastico, rilievo geometrico, progettazione bidimensionale e tridimensionale, ideazione scenografica ed organizzazione scenotecnica, padronanza delle capacità in ambito grafico) che, calate in un contesto reale si traducono in un processo autentico e funzionale che crea un futuro lavorativo. Infatti, un diplomato al Liceo artistico può impiegarsi presso: aziende, istituti ed enti pubblici e privati interessati ai Beni Culturali, archeologici, storico-artistici, musicali, archivistico-librari, etnoantropologici e ambientali paesaggistici (Musei, Biblioteche, Archivi, Parchi archeologici, Enti locali, Ministeri ed Uffici di Sovrintendenza). È preposto a funzioni d’opera nel mondo della cultura e dell’editoria, nell’ambito della moda, delle arti figurative, della decorazione, delle arti visive, della comunicazione, del fumetto, del restauro. È, altresì, possibile diventare un progettista di interni, un decoratore, uno scultore, un tecnico della programmazione televisiva, dell’animazione, del teatro, come addetto alla scenografia e quale operatore di audio e video. Nel campo del web si può lavorare come grafico, web designer, fotografo, ideatore e disegnatore in digitale.
L’esperienza e la dedizione del dirigente scolastico, Simonetta Pachella, rendono l’istituto Orioli un vero e proprio volano di opportunità. La consapevolezza del profondo cambiamento di cui necessita il mondo dell’educare guida le scelte dirigenziali in un’ottica di realismo, di qualità e, appunto, di una concretezza prolifica di futuro. La pluralità di indirizzi e, di conseguenza, la vasta gamma di sbocchi professionali, rendono l’Orioli un luogo di formazione completo. A ciò concorrono le numerose attività progettuali, interne e rivolte all’esterno, e i percorsi di Alternanza scuola lavoro che flessibilizzano e specializzano i processi e le attività curriculari, facilitando e veicolando i rapporti e le derivazioni tra pratica didattica e contesti di mestiere. Gli alunni si cimentano in attività di stage, project work, pratica in azienda, che perfezionano specifiche competenze e che diventano momento di prova e di visibilità per studenti che vedono realizzarsi, molto frequentemente, la possibilità di trasformare isolate esperienze lavorative in duraturi rapporti di collaborazione professionale.

Prof.ssa Immacolata Anzevino

 

Nascosti dalle quinte

Si chiude il sipario. Lo spettacolo, ristretto sulla sottile porzione di palco antecedente all’enorme tendaggio, continua il suo corso, arricchito da canti, danze e recitazione. Le luci, soffuse all’esterno, si accendono vive nello spazio che, in quella manciata di minuti, è dedicato esclusivamente a noi.
Siamo una decina di persone. Da una parte all’altra del palco, appena dietro le quinte, ci intendiamo a gesti su quando ‘entrare in scena’. La nostra scena. Spostiamo i diversi pannelli, li posizioniamo nei posti segnati sul parquet con il nastro carta. Ognuno ha un suo ruolo, ognuno sa che ogni errore andrebbe ad incidere sull’intera compagnia teatrale. Cerchiamo di coordinarci gridando parole sussurrate. La musica alta ovatta il nostro sottile vociare, il fischio sordo degli avvitatori, lo svelto sfregare delle balaustre in polistirolo sul pavimento caldo. Maneggiamo pezzi da tre metri. Vediamo ricomporsi, parte per parte, ogni angolo della scenografia che abbiamo visto nascere. Ed il tempo scorre, e con esso si presenta qualche piccolo imprevisto: una parete rimane impigliata al tendaggio nero, uno scalino è cinque centimetri distante dal segno sul pavimento. E nel sistemare tutto non ci sono più avversioni ed ostilità, siamo lì con il medesimo compito ed obbiettivo, ogni astio si dissolve nella consapevolezza che, all’apertura del sipario, tutto dovrà essere perfettamente al proprio posto.
E così è stato ad ogni spettacolo. Le luci completamente spente hanno lasciato spazio ai led ad intensità variabile, posizionati sotto ad ogni scultura da Enrico Mandola, che ha curato gli effetti luminosi dell’intero impianto.
In basso gli applausi, i volti stupiti, ed in alto, nascosti dalle quinte a scrutare il pubblico, noi.
E poi di corsa per le scale, il corridoio e ancora gradini in salita, con l’impazienza di spiare l’intera scenografia dagli occhi dello spettatore.
Come per magia, sul palcoscenico di fronte a noi, si sono materializzati tre gradoni a formare un’ampia scalinata centrale, le due rampe laterali contornate dalle balaustre culminanti con sei statue di gargoyles, l’enorme parete di fondo, arricchita da un’imponente finestra dipinta, affacciata su un nebbioso paesaggio boschivo. Ai lati, due pannelli per parte a ricreare entrate ed uscite di scena, comprendenti due archi a sesto acuto con quattro sculture poggiate sui diversi capitelli gotici.
Riconosciamo il nostro lavoro dei due ultimi mesi, distinguiamo ogni mattoncino nelle pareti, ogni pennellata di resina ed acrilico, ogni pannello che abbiamo visto nascere presso la ditta Mastro SRL Lavorazione Polistirolo che, per tanti pomeriggi, è stata per noi come una seconda casa. Confrontiamo ciò che adesso vediamo in scena con l’intero progetto curato dal designer Luca Occhialini, che ci ha seguiti in tutta la realizzazione, e non ci sembra vero di essere riusciti a renderlo concreto grazie ai professionisti ed ai professori, Cinzia Pace e Luigi Zuccarello, che hanno creduto nelle nostre potenzialità, mettendo nelle nostre mani il mestiere dell’indirizzo di scenografia.
Siamo soddisfatti dell’ambiente che si è creato durante questa esperienza, siamo felici tanto da percepire un clima nostalgico durante le ultime note della rappresentazione finale, mentre il pubblico lentamente si alza dalle poltrone dirigendosi verso l’uscita.  E noi rimaniamo lì, stanchi e assonnati, a smontare di nuovo la scenografia nel palco ormai vuoto.

Antonella Luna Servi

Scenografi costumisti al servizio dell’arte teatrale

 

In occasione della rappresentazione dell’opera teatrale Il déjà vu e una storia senza tempo. E la magia continua…”, il regista e professore Aldo Bellocchio ha usufruito della collaborazione degli alunni dell’indirizzo Scenografia per la realizzazione dei costumi tridimensionali di scena. Il team di scenografi si è, infatti, adoperato per l’ideazione di bozzetti a matita e cartamodelli, poi realizzati con impegno e professionalità.

La produzione dei costumi oggetto di scena è stata organizzata attraverso la suddivisione di incarichi per gruppi di lavoro, gestiti dall’attenta supervisione e la collaborazione dei docenti di indirizzo, ovvero, la prof.ssa Cinzia Pace e il prof.re Luigi Zuccarello. Diversi materiali sono stati utilizzati per l’esecuzione di vere e proprie creazioni scenografiche, indossate dai ragazzi della compagnia teatrale. Il lavoro ha comportato un impegno notevole e tanti sono stati i pomeriggi in cui, trattenendosi a scuola, i ragazzi hanno realizzato i particolari ed i dettagli dell’insieme.

Tra gli artisti-alunni impegnati troviamo la studentessa del quinto anno di Scenografia, Greta Mencarelli, che ha affrontato con entusiasmo e proponimento l’incarico. Nei suoi schizzi si possono riconoscere: Mrs. Bric (la teiera), La Bestia, Lumière, ed infine Don Chisciotte con l’ armatura, la lancia e il cappello.

Improvvisatesi sarte per dar vita ai personaggi, armate di ago e filo, metro e forbici e di vari tipi di stoffa, le alunne Silvia Bellesi, Greta Mencarelli e Giorgia Russo hanno creato, ad esempio, i guanti pelosi con l’inserto di gomma piuma e di unghie acuminate per il costume della Bestia. I manicotti in pelliccia, insieme agli scaldamuscoli per le gambe, sono stati collegati a calzature, cucite a mano e su misura per l’attore. Gli artigli, invece, sono stati realizzati in polistirolo, fil di ferro e carta pesta. Un maestoso copricapo, in cartapesta e rivestito di pelliccia, arricchisce il ‘mostruoso’ costume della Bestia.

Tra gli oggetti, l’orologio è stato realizzato dalle alunne Iman Zara Favretto e Asia Eutizi (della classe quinta Scenografia) in seguito ad un attento studio per la creazione del cartamodello. Ci si è poi occupati della struttura in ferro e del rivestimento cucito, realizzato con stoffa marrone, gialla e nera.

Impiegando la gomma piuma e creando una sottostante struttura in fil di ferro, e cerchi di diverse dimensioni, è stata modellata la forma della teiera. Completata la struttura, l’insieme è stato decorato di rose blu ed elementi floreali.

Simile procedimento è stato impiegato per il costume di Chicco, ovvero la discola tazzina, alla quale è stata aggiunta ed inserita una struttura in cartapesta.

Lumière, forse una delle più spettacolari e riuscite realizzazioni di questo lavoro, si deve alla pazienza e alla bravura di Mayka Gallucci, Lucilla Mariotti e Elena Bicocchi, (anch’esse alunne del quinto anno di Scenografia) che, in orario extrascolastico, si sono impegnate per portare a compimento una splendida maschera con copricapo dalla forma di una candela, elemento che ritroviamo anche negli accessori delle mani. Le stesse ragazze si sono occupate della creazione dell’abito dell’attaccapanni, realizzato in cartone pressato, sagomato partitamente e assemblato con inserti in cartapesta dipinta. I complementi del candelabro formati da due tubi di cartone pressato, silicone e cartone, sono stati realizzati dai ragazzi del terzo anno di Scenografia, Francesco Mancini, Giorgia Maggi e Serena Palmucci.

Nelle settimane precedenti allo spettacolo, hanno preso vita tutti gli altri costumi, come l’armadio, ricavato riciclando scatole di cartone, oppure Piumina (lo spolverino) la cui gonna è nata dall’assemblaggio di un’innumerevole quantità di piume ritagliate in stoffa.

Lo specchio è stato realizzato con macchine di lavoro messe a disposizione dall’azienda Lavorazione Mastro srl Polistirolo e con l’aiuto, per la parte progettuale, del designer Luca Occhialini. L’alunna Antonella Servi ha effettuato una ricerca per immagini, in base alla quale l’elemento è stato fresato su polistirolo, resinato e patinato.

I due abiti della protagonista Alan e l’armatura di Don Chisciotte sono stati realizzati dagli alunni dell’indirizzo Moda-Produzioni tessili e sartoriali e dell’indirizzo Meccanica, della sede centrale.

E’ stata una emozione grandissima vedere il nostro lavoro prendere vita sul palco. Il faticoso impegno è stato premiato dal risultato d’insieme e dai tanti e calorosi applausi del pubblico.

Greta Mencarelli

 

 

‘Donne, pace e sicurezza’: gli alunni del Liceo Artistico a Palazzo Montecitorio

Il giorno 6 marzo 2019, il Liceo Artistico F.Orioli di Viterbo, ha avuto l’occasione di partecipare al convengo “Donne, pace e sicurezza” tenutosi presso la Camera dei Deputati.

Questo evento, fortemente voluto dal Presidente Fico, si è incentrato sulla celebrazione della Giornata Internazionale della Donna e in particolare sull’applicazione della risoluzione 1325 delle Nazioni Unite.

Alla conferenza hanno aderito i ragazzi del Liceo Orioli di Viterbo e della capitale.

Gli alunni della classe 3 BG del Liceo Artistico, accompagnati dal prof. Pier Paolo Giacobbi, si sono recati al Palazzo di Montecitorio, per essere in seguito condotti nella Sala della Regina, luogo in cui si è svolto l’incontro.

Ad introdurre i lavori è stato Roberto Fico, Presidente della Camera dei deputati.

Successivamente, sono state presentate altre tre importanti figure istituzionali: Marta Grande, Presidente della III Commissione (affari esteri e comunitari); Alexandra Bugailiskis, Ambasciatrice del Canada in Italia e Irene Fellin, Presidente Women In International Security (WIIS) Italy.

Commovente l’intervento di Lamya Haji Bashar, sopravvissuta all’ISIS e attivista per i diritti delle donne Yazide, vincitrice del Premio Sakharov per la libertà del pensiero 2016, nonché di molti altri riconoscimenti internazionali. La donna, detenuta in schiavitù dall’ISIS per 20 mesi, ha raccontato il proprio vissuto ai presenti.

In seguito, si è svolto un dibattito condotto dal Giornalista Paolo Celata, all’interno di una tavola rotonda costituita da: Mirza Dinnayi, Attivista Yazidi per i diritti umani e coordinatore dirigente della ONG tedesca Luftbrucke Irak; Lamya Haji Bashar, sopravvissuta all’ISIS e attivista per i diritti delle donne Yazide, vincitrice del Premio Sakharov per la libertà del pensiero 2016; Maureen Levy, Chief Superintendent, Chief Gender Advisor, Coalition Joint Task Force – Iraq; Francesca Tardioli, Women Peace and Security (WPS) Italian National Focal Point; Deborah Bergamini, Vicepresidente della Delegazione Parlamentare presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa; Lia Qartapelle Procopio, Deputata componente della III Commissione (Affari esteri e comunitari); Simona Suriano, Deputata componente della III Commissione (Affari esteri e comunitari); Jessica Pennetier, Responsable communication & affaires publiques Women In International Security (WIIS) France.

Per gli alunni del 3 BG l’esperienza ha significato la partecipazione ad un importante momento di discussione su tematiche di interesse collettivo che contribuiscono a determinare l’identità ed il senso di cittadinanza attiva dei giovani d’oggi.

Silvia Bellesi, Beatrice Cignini e Alessia Paris

“Monumenti narranti: le scuole di Viterbo unite per adottare e salvare l’ex- chiesa di Santa Caterina a Viterbo”

Il giorno 15 febbraio 2019, nell’Aula Magna del Liceo Scientifico ‘P. Ruffini’ di Viterbo, si è tenuta la presentazione di un progetto, di durata biennale, che nasce nell’ambito del PON “Monumenti narranti: un laboratorio didattico nella ex-chiesa di Santa Caterina a Viterbo”.

Alla presenza del dirigente dell’istituto ‘F. Orioli’, Simonetta Pachella, del dirigente del Liceo Scientifico ‘P. Ruffini’, M. A. Bentivegna, delle docenti Paola Pogliani, Università degli Studi della Tuscia, dipartimento Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, e Vera Anelli del Sistema Museale di Ateneo, le insegnanti di Storia dell’Arte del Liceo Artistico Orioli, Francesca Moretti e Maria Teresa Marsilia, ideatrici e promotrici del progetto, hanno illustrato alla platea le finalità e la struttura dell’intervento educativo.

L’iniziativa rappresenta un ambizioso percorso, organizzato in rete, che vede la partecipazione di realtà istruttive ed istituzionali del territorio. Partner del progetto sono: l’I.I.S.S. ‘F. Orioli’, scuola capofila, responsabile del raggiungimento delle finalità e della gestione delle risorse; il Liceo Scientifico ‘P. Ruffini’; l’I.C. ‘P. Egidi’ e l’I.C. ‘P.Vanni’; l’Università della Tuscia; i Comuni di Viterbo e di Bagnoregio; l’Associazione Pro Loco di Viterbo; il Fai; la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e dell’Etruria Meridionale.

Gli intervenuti hanno costituito un tavolo di lavoro, al quale hanno partecipato anche la prof.ssa Carmela Mangano e Stefania Albertini, rispettivamente vicepreside e DSGA dell’istituto Orioli, ed il prof.re Carlo Venturi del Liceo Ruffini, per regolare e tradurre in atto le complesse evidenze organizzative presentate dai relatori.

Pianificato in attività a scansione modulare, il progetto intende promuovere l’importanza e diffondere il valore storico, artistico e culturale dell’antica chiesa di Santa Caterina, ad oggi Aula Magna del Liceo Scientifico Ruffini, attraverso la realizzazione di un percorso di conoscenza, monitoraggio, rilevamento, cura ed adozione del bene culturale, misconosciuto e scarsamente valorizzato, della città di Viterbo. L’opera rappresenta un esemplare prodotto del gusto e dello stile pittorici di ambito tardo barocco, posto in opera, nel 1712, nel preesistente corpo edilizio cinquecentesco, da Antonio Colli, eccellente quadraturista allievo di Andrea Pozzo. La ‘mirabile illusione’ dell’artista, che affresca la volta della chiesa, restituisce la bellezza del trompe l’oeil centrale, arricchito da elementi decorativi in stucco e finimenti dipinti. Il cambiamento della destinazione d’uso e il cattivo stato di conservazione dell’opera hanno contribuito ad allontanare il complesso dagli specifici itinerari dell’utenza ambientale e turistica. Il Liceo Artistico ‘F. Orioli’ ha, quindi, pensato ad una progettualità che potesse combinare e risolvere le evidenti esigenze educative e di valorizzazione dell’opera, restituendo al bene l’identità originaria e garantendone la fruizione alla collettività. L’aula dell’edificio si trasformerà in un vero e proprio laboratorio didattico, all’interno del quale, gli studenti delle scuole superiori di I e di II grado, potranno acquisire specifiche competenze didattiche e di cittadinanza, maturando, nel contempo, una sensibilità artistica e stilistica.

Gli alunni, suddividi per gruppi di lavoro, seguiti da tutor ed esperti del settore storico artistico e museale, potranno: analizzare la storia e le vicende ideative dell’opera; realizzare indagini diagnostiche e condurre una campagna di rilievo e mappatura digitalizzata dello stato di degrado dei dipinti e delle decorazioni murali; partecipare alla realizzazione di percorsi didattici, interni al complesso, di carattere teorico – conoscitivo e laboratori pratici di analisi delle tecniche di esecuzione ad affresco e delle sculture in stucco della ex chiesa di Santa Caterina; partecipare ad incontri presso l’Università della Tuscia per la disamina degli esisti delle indagini scientifiche e multispettrali; effettuare la riproduzione di dipinti parietali ed esemplari scultorei in stucco; progettare un itinerario di viaggio che possa inserire l’opera nel circuito attivo dei percorsi turistici del territorio; ampliare le competenze in lingua inglese, propedeutiche alla elaborazione di un programma studiato di visite guidate finalizzato all’accoglienza turistica straniera. Saranno proprio gli alunni, infine, a restituire il bene alla comunità cittadina, agli abitanti e ai visitatori della città attraverso aperture straordinarie, organizzate in relazione alla costruzione di una proposta territoriale di turismo culturale, sociale e ambientale sostenibile che preveda il racconto di un percorso di viaggio che da Civita di Bagnoregio conduca a Viterbo e al monumento adottato.

L’istituto ospitante il bene, il Liceo Ruffini, assicurerà l’apertura al pubblico nei periodi di maggiore affluenza turistica, l’istituto Orioli curerà, con il dipartimento di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’università della Tuscia di Viterbo, l’aspetto teorico e pratico e l’approccio didattico dell’intervento. Al Liceo Artistico Orioli riguarderà, inoltre, la restituzione grafica tridimensionale dell’opera per garantire, in questo processo di adozione e valorizzazione del bene, tutti gli elementi propedeutici ad un auspicabile intervento di restauro. Il comune di Viterbo ed il Comune di Bagnoregio, unitamente alla Soprintendenza dei Beni Culturali di pertinenza, mediatori delle relazioni istituzionali, veicoleranno, favorendole, la pubblicizzazione e la promozione dell’evento.

La progettualità in rete rappresenta un sistema di organizzazione didattica che risponde a criteri di modernità ed efficienza pedagogica. Gli attori protagonisti, scuole ed istituzioni del territorio, si fanno interpreti di un percorso impegnativo, ma formativo ed altamente qualificante che consentirà agli alunni di effettuare esperienze educative e di Alternanza Scuola Lavoro che avranno una ricaduta importante nella costruzione della personalità e della cittadinanza attiva e responsabile. Grazie alla lungimirante azione progettuale dirigenziale degli istituti scolastici costituitisi in rete, gli studenti saranno educati al rispetto ed alla tutela del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico.

L’opera racconterà la propria storia attraverso gli alunni che impareranno a custodirne la testimonianza materiale che assume valore di civiltà.

“Legalità  e sicurezza in ambito ferroviario” Gli alunni dell’istituto F. Orioli incontrano esperti del settore

VITERBO – Il giorno 25 gennaio 2018 gli alunni delle classi prime e seconde dell’Istituto F. Orioli di Viterbo hanno assistito al seminario ‘Legalità e sicurezza anche in ambito ferroviario’. L’incontro, tenuto dalla Polizia Ferroviaria di Civitavecchia e Viterbo, ha riguardato i temi della legalità e della sicurezza in ambito postale e ferroviario. Legato al progetto “Train… to be cool”, ideato dal servizio di polizia ferroviaria del dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, l’evento ha perseguito l’obiettivo di sensibilizzare i giovani, quali quotidiani fruitori dei servizi autoferrotranviari, alla cultura della legalità, del rispetto delle norme di comportamento nei luoghi preposti al transito dei convogli ed alla consapevolezza dei rischi presenti nelle stazioni. L’ispettrice capo, Piera Livieri, il comandante sostituto commissario, Giovanni Boccalato, della sottosezione Polizia Ferroviaria di Civitavecchia e il comandante sostituto commissario della Polfer di Viterbo, Marco Buttinelli, hanno presentato agli alunni tutti i rischi derivanti da possibili comportamenti non adeguati all’ambiente ferroviario e, soprattutto, legati alla superficialità ed alla noncuranza delle norme di contesto. L’approccio utilizzato dal comparto Polfer è stato calibrato rispetto all’utenza e idoneamente gestito.

La platea ha, infatti, seguito con interesse gli argomenti trattati, resi maggiormente fruibili poiché veicolati attraverso filmati, slide ed esempi concreti. La visione dei contributi presentati ha offerto la possibilità di introdurre le sezioni di interesse: sicurezza e norme di comportamento; utilizzo dei social network in ambito ferroviario; internet e la casistica degli incidenti. Gli alunni hanno potuto rendersi conto del fatto che molti incidenti in ambito ferroviario interessano l’utenza adolescenziale e che la causa di tali eventi può derivare dalla scarsa attenzione alla segnaletica presente in stazione, dall’uso di auricolari che non consentono la giusta percezione degli annunci del personale, dalla superficialità con la quale si utilizzano i cellulari per scattare foto in prossimità di treni in transito, dall’incosciente attraversamento dei binari. Il fenomeno, inoltre, purtroppo molto diffuso, di registrare filmati che raccontano di presunte ‘prove di coraggio’, portano i ragazzi a sfidare il pericolo e a mettere a rischio la propria vita in giochi di morte sui binari.

Tutti questi aspetti hanno coinvolto gli studenti, i quali hanno potuto guardare con responsabilità e maggiore coscienza civica al carattere di un luogo che frequentano abitualmente, senza rendersi conto della necessità di seguire specifiche indicazioni di comportamento. I ragazzi che percorrono lunghe distanze per recarsi a scuola tutte le mattine, spesso stanchi, di corsa o assonnati devono, comunque, prestare specifica attenzione ai pericoli che i viaggi comportano. Ed è proprio per la tutela e la maturazione di una cittadinanza consapevole che la dirigente dell’istituto, Simonetta Pachella, ha organizzato l’incontro, nella determinata convinzione che gli adolescenti debbano essere guidati e formati alla sicurezza e al senso di responsabilità.

Impreziosito da questionari di feedback e giochi, l’evento ha avuto il carattere di un forum dialogato, dal tono disteso, ma perentorio. Gli alunni sono stati i veri destinatari e protagonisti della manifestazione grazie alla capacità comunicativa degli agenti intervenuti che hanno regalato alla scuola un momento importante di crescita formativa. Un doveroso ringraziamento ai professionisti della Polfer si deve, anche superando quanto detto, per la garanzia della tutela e dell’incolumità di ‘tutti’ gli utenti delle ferrovie italiane. Ed è importante che i giovani comprendano quanto difficile, ogni anno, sia il compito degli operatori, in uno dei contesti a più alto rischio, quello delle stazioni: gestione del traffico ferrotranviario (16.700 km di linea, oltre 1.600.000 viaggiatori, circa 10.000 convogli, compresi i treni merci, oltre 2.700 stazioni); azioni quotidiane di controllo e sorveglianza; prevenzione e repressione dei reati; attività per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il loro operato, infine, è impiegato, con generosità e sensibilità, all’assistenza ai minori, ai senzatetto e a tutti coloro che, in condizioni di svantaggio o minorità, fanno delle stazioni ferroviarie la propria casa.

Prof.ssa I. Anzevino